Il presidente dell'Adsp Mar Tirreno centrale, Andrea Annunziata, sullo sfondo la sede dell'Autorità portuale di Napoli

Trentaquattro su 34 i voti incassati dal nuovo presidente dell’Adsp del Mar Tirreno centrale: si troverà a risolvere le gigantesche criticità dello scalo partenopeo

di Giancarlo Tommasone

Termina l’era Spirito (il cui mandato era scaduto lo scorso 5 dicembre) alla guida dall’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale. Il pass per il via libera alla investitura di Andrea Annunziata è stato staccato con un plebiscito, alla Camera: 34 voti favorevoli su 34. Nei giorni scorsi, il via libera all’avvicendamento, era stato incassato da Annunziata, al Senato, quando era stata ascoltata la relazione del presidente in  pectore dell’Adsp, nominato dal ministro Paola De Micheli. Annunziata, nella relazione, aveva indicato le linee guida che intende seguire per il rilancio degli scali marittimi in Campania (l’Adsp include i porti di Napoli, Castellammare di Stabia e Salerno, ndr), sottolineando che ci sarà più spazio per i privati, si punterà su maggiore sinergia e si lavorerà per lo snellimento della burocrazia.

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Il neopresidente avrà a che fare con una pesante eredità in termini di criticità lasciata dalla precedenza amministrazione. Nel corso degli anni in cui Pietro Spirito è stato al timone di Piazzale Pisacane, infatti, non sono mancate problematiche importanti, nei confronti delle quali, il 58enne di Maddaloni, secondo molti, non si è mosso con il piglio richiestogli dopo anni di commissariamento. Spirito è stato accusato oltre che di immobilismo o di aver adottato scelte che hanno favorito lo scollamento tra i tre scali campani, anche di aver intrapreso una strada divisiva, che ha spaccato il fronte sia degli imprenditori portuali che dei sindacati.

In cima alle criticità registrate nello porto di Napoli, vanno messe anche quelle relative a carenze strutturali, lavori in ritardo o da effettuare ex novo, e progetti  che hanno inevitabilmente scoperto il fianco all’attacco della politica, e indebolito lo scalo partenopeo sotto l’aspetto prettamente commerciale. Tre esempi su tutti: le opere per il waterfront ben lontane dalla conclusione; i dragaggi compiuti lontano dalla banchina e quindi da effettuare ex novo; il piano per il deposito di Gnl (gas naturale liquefatto) da realizzare nell’area della Darsena di Levante, a poche centinaia di metri da una zona in cui vivono circa 200mila abitanti.

Soddisfazione per i risultati registrati alla Camera per la nomina del nuovo presidente, è stata espressa dal senatore del M5S, Vincenzo Presutto: «Un risultato positivo alla Camera per il nuovo presidente dell’Adsp del Mar Tirreno centrale, Andrea Annunziata, che lo responsabilizza ulteriormente nel ruolo che andrà a ricoprire e nell’impegno di rilancio commerciale del sistema portuale campano e del porto di Napoli in particolare, nel massimo rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini. Il porto di Napoli è un bene comune da valorizzare al massimo».

Per Andrea Annunziata, 65enne di San Marzano sul Sarno, ex sottosegretario ai Trasporti nel Governo Prodi , e già presidente dell’Adsp della Sicilia orientale, si tratta di una sorta di ritorno ai tre porti della Campania. Per due mandati, infatti, ha retto le sorti dell’Authority di Salerno, prima che, in seguito alla riforma, insieme a quella di Castellammare di Stabia e di Napoli, confluisse nella Adsp del Mar Tirreno centrale.

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