Come un’antica bottega rinascimentale, con una difesa dell’anonimato, nascono gli smalti dello Studio del Campo che negli anni 50 e e ha segnato la storia del design a Torino e non solo. Sono 150 i pezzi di alcune collezioni private che compongono la mostra che il Plart, museo della plastica e delle arti di Napoli, dedica ai quattro artisti – artigiani che animarono Torino con lo studio nato in una strada all’epoca periferica, oggi centrale.

ad

Virgilio Bari e Lidia Lanfranconi, Euclude Chiambretti e Bianca Tuninetto, erano due coppie che diedero vita alla particolarissima bottega frequentata poi da grandi firme del design italiano negli anni piu’ interessanti. Gio Ponti, Toni Cordero, Romano Rui, Nanni Valentini, Bruno Munari e Filippo Scoppo hanno lasciato tracce anche nei lavori che da oggi e fino all’11 luglio saranno esposti al Plart. Animali stilizzati, oggetti d’arredo, piatti, vasi sono, nella mostra curata da Anty Pansera, la testimonianza di uno stile unico, fatto di ricerca non solo nel design, ma anche nei materiali.

 

“Usavano gli smalti migliori – spiega Pansera – che cercavano in Austria e avevano una attenzione unica nei procedimenti di cottura, perche’ un artigiano non sa mai fino in fondo come sara’ la sua creazione. E poi c’e’ questa difesa del’anonimato. Erano in quattro a rappresentare lo Studio del Campo ma nessuno sapra’ mai chi ha realizzato cosa”. Accanto ai lavori anche bozzetti, studi, disegni che rivelano la fase di preparazione degli oggetti. La mostra Creativita’ e Innovazione rappresenta anche un’occasione per anticipare l’inaugurazione del Plartwo, il secondo museo della Fondazione Plart, che nel 2017 ha acquisito uno spazio industriale dismesso nell’area di via Cigna a Torino, una ex fabbrica di tappeti, risalente ai primi anni del ‘900, con l’obiettivo di aprire il nuovo Centro di Arte Innovazione e Ricerca.

 

Riproduzione Riservata