Nove arresti sono stati eseguiti dagli agenti di polizia nei confronti di altrettanti elementi accusati di estorsione e di tentata estorsione.

I nomi degli arrestati

Le misure sono state eseguite nei confronti di Ciro Garofalo (classe 1972); Gaetano Gemei (classe 1986); Marco Micillo (classe 1978); Rosaria Liguori (classe 1971); Lorenzo Aiello Rapicano (classe 1961); Gaetano Della Porta (classe 1951); Pasquale Salvia (classe 1982); Antonio D’Andrea (classe 1972); Vincenzo Lucci (classe 1970).

Le ipotesi di reato
contestate dalla Procura

I nove sono gravemente  indiziati, a vario titolo, dei delitti di estorsione e tentata estorsione, con le aggravanti di avere agito in più persone riunite, e di avere commesso il fatto, al fine di agevolare le attività di un’associazione di tipo camorristico operante tra l’altro nella zona della Maddalena, a Napoli, e avvalendosi delle «condizioni di assoggettamento e di omertà promananti dall’associazione, ossia eseguendo il fatto con metodo mafioso». Le indagini, coordinate dalla Procura distrettuale antimafia, sono state avviate da agenti della Squadra Mobile e del commissariato di polizia, Vicaria-Mercato, a seguito delle dichiarazioni rese da alcuni venditori ambulanti del mercatino rionale del quartiere Maddalena.

Le richieste
estorsive
andavano avanti
da due anni

Gli ambulanti hanno denunciato di essere stati vittime, taluni dal 2017 ad oggi, di reiterate minacce estorsive perpetrate da soggetti che hanno fatto valere l’appartenenza al gruppo Ferraiuolo, legato alla cosca Mazzarella, operante nei rioni di Forcella e della Maddalena.

In particolare, le investigazioni  hanno permesso di riscontrare sette episodi estorsivi ai danni di venditori ambulanti costretti a versare somme variabili da 20 a 210 euro, a titolo di tangente settimanale, e taluni anche ulteriori somme (50 euro) in occasione delle festività natalizie e pasquali.

Il «prezzo»
per continuare
a esercitare l’attività
di venditori ambulanti

Tutto ciò, per continuare a esercitare l’attività di vendita di merce sulle bancarelle del mercato della Maddalena. Dalle indagini sono emersi anche quattro tentativi di estorsione, in danno di venditori. Gli stessi, nonostante le minacce rivolte nei loro confronti (talvolta anche di morte, «se non paghi ti sparo e ti ammazzo»), si sono rifiutati di pagare, denunciando quanto subìto, all’autorità giudiziaria.

Il trasferimento
in carcere
degli indagati

Espletate le formalità di rito, i fermati sono stati condotti presso la casa circondariale di Secondigliano, ad eccezione di Rosaria Liguori, che è stata condotta presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere. Lo scorso 20 giugno, il gip del Tribunale di Napoli, a seguito di richiesta di convalida del fermo e di applicazione di misura cautelare, ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti dei 7 fermati, nonché di Antonio D’Andrea e Vincenzo Lucci, entrambi già detenuti per altra causa.