venerdì, Ottobre 7, 2022
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Pista interna dietro la strage al Bar Roxy: «Monfregola minacciò mia moglie»

Si stringe il cerchio intorno ai killer di Salvatore Petrillo, l’ex boss Cristiano rivela un inquietante retroscena: «Dopo l’omicidio dissero che dovevamo andare via. Si impossessò anche dei mobili di casa mia»

di Luigi Nicolosi

Per i killer del Bar Roxy non è ancora arrivata la resa dei conti con la giustizia, ma il cerchio delle indagini sembra finalmente iniziare a stringersi. A imprimere una forte accelerazione all’inchiesta è oggi l’ex boss Pasquale Cristiano, da poche settimane transitato tra le fila dei collaboratori di giustizia, il quale il 27 giugno scorso ha fornito agli inquirenti della Dda di Napoli una lunga serie di informazioni scottanti: circostanze e retroscena inediti, dai quali sembra emergere che la firma del raid costato la vita al sorvegliato speciale Salvatore Petrillo, cugino di Cristiano “Pick Stick”, sia da ricondurre al gruppo Monfregolo, un tempo strettissimo alleato dei Cristiano, ma di recente entrato con loro in drammatica rotta di collisione.

Il racconto dell’ormai ex boss della 167 di Arzano parte dal riconoscimento del coindagato Francesco Monfregolo: «È sempre stato a disposizione dello zio Giuseppe dal 205. All’inizio giocava a calcio, poi ha abbandonato. In particolare si occupava della raccolta delle somme di denaro dalle vittime delle estorsioni. Nel periodo della mia detenzione, oltre alla raccolta dei soldi delle estorsioni, si è occupato anche della raccolta dei soldi guadagnati dalle piazze di spaccio. Si occupava anche di vigilare il paese, facendo giri sia per verificare l’eventuale presenza di gruppi nemici sia l’apertura di cantieri. Si è occupato della latitanza di Giuseppe Monfregolo, nella casa di sua suocera, che di fatto era l’amante mantenuta da Giuseppe Monfregolo, e dove aveva un sistema».

Ricostruito davanti ai pm il ruolo che Monfregola avrebbe avuto nell’organizzazione, il neo pentito passa qui ai dettagli più compromettenti: «Ha partecipato alla stesa del novembre 2020 e ha anche minacciato mia moglie con la pistola dopo l’omicidio di Salvatore Petrillo (nell’agguato al Bar Roxy rimasero ferite anche anche altre quattro persone, ndr). Loro fecero una stesa nel rione e lui minacciò mia moglie, recandosi sotto il balcone di casa mia puntando la pistola nei confronti di mia moglie e mio figlio che erano affacciati e dicendo che dovevano andare via. Io ho visto il video dal momento in cui entrano in casa mia all’inizio del 2022 e, nonostante sia incappucciato, ho riconosciuto Francesco Monfregola. A casa sua, in via Napoli, in un vicolo in prossimità del bar Moscato, potete ritrovare i mobili di casa mia di cui si è impossessato. L’ho potuto notare in un tik tok che ho visto. Ho notato anche una lampada thailandese e la stanza da letto è fatta su misura dal falegname».

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