Piove sulla Terra dei Fuochi. Non gocce d’acqua ma pacchetti di milioni di euro – 55 per la precisione – che serviranno a spegnere la sete delle tre maggiori sigle di disoccupati vicine al mondo della sinistra. I senzalavoro saranno assunti per un progetto triennale di tutela ambientale contro i roghi e i rifiuti tossici nella lingua di terra a ridosso tra le province di Napoli e di Caserta. Così ha deciso la Regione Campania che, in una delibera di qualche settimana fa, ha imposto una «clausola sociale» assai singolare. Un provvedimento che di fatto obbligherà gli imprenditori vincitori dei bandi pubblici ad assumere i disoccupati per svolgere le stesse funzioni di cui potrebbero occuparsi gratis i mille dipendenti sottoutilizzati di tre società regionali (Sma, Campania Ambiente e Servizi, e Arpac Multiservizi). Una duplicazione di compiti e strutture, e un raddoppio di costi. Ovviamente. L’atto della Giunta regionale è stato approvato nelle stesse ore in cui i pm della Procura di Napoli interrogavano alcune decine di disoccupati nell’ambito dell’inchiesta che vede indagato per induzione al voto di scambio il governatore Vincenzo De Luca a causa della ormai celeberrima «frittura di pesce» da offrire in vista del Referendum costituzionale di dicembre. I magistrati hanno voluto approfondire questa specifica questione investigativa in relazione a possibili promesse di interventi assistenziali in cambio di una massiccia adesione all’appello al voto per il Sì dell’allora premier Matteo Renzi.

«Ve li ricordate i disoccupati organizzati del progetto Bros? Quelli che si sono scagliati per cinque anni contro di me e per i quali sono finito sotto scorta? – si domanda l’ex assessore regionale al Lavoro, Severino Nappi – Io ho sempre detto loro la verità, forse per questo non sono stato gradito». «E cioè che per loro – prosegue l’esponente di Forza Italia – non esisteva nessuna corsia preferenziale. Oggi Vincenzo De Luca li prende in giro con una delibera bluff parlando di clausole sociali e assunzioni in società previo appalto pubblico. Siamo oltre la frutta».

ad

Il progetto «Campania Più» prevede tre interventi in particolare in dieci aree ritenute sensibili: la rimozione dei rifiuti solidi, la manutenzione del verde stradale e la vigilanza delle arterie stradali contro i piromani. I disoccupati di lunga durata sono in grado di farlo? Sono stati formati per svolgere questo genere di attività?

Il reclutamento deciso da Palazzo Santa Lucia presta il fianco non solo a una questione di merito ma anche di forma. La «clausola sociale» prevista dalla delibera infatti non può valere per specifiche sigle ma dev’essere rivolta a una platea più vasta. Lo stesso nuovo Codice degli appalti ridimensiona, non a caso, questo strumento. Non si capisce, infatti, perché rientrerebbero tra i beneficiari della iniziativa della Regione Campania gli aderenti alla sigla dei «Banchi nuovi» o a quella del «Coordinamento di lotta per il lavoro» e non, invece, quelli iscritti ad altre cooperative. È come se il governatore avesse delimitato a monte i disoccupati meritevoli di aiuto. Ammesso che di aiuto si possa parlare.