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Il consigliere comunale di Ferentino, Pio Riggi, finito in carcere per l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso, chiedeva una percentuale del 5% all’imprenditore che aveva ottenuto un appalto da 6 milioni di euro per la costruzione e gestione dei loculi del cimitero della cittadina ciociara. E’ quanto emerge dalla carte dell’indagine condotta dai magistrati della Dda di Roma e dai carabinieri di Tivoli. Le richieste erano state “affidate” da Riggi, eletto tramite una lista civica, ad un gruppo di quattro persone, tutte appartenenti ad un clan camorristico di Napoli che con minacce sempre piu’ pressanti sono arrivati a chiedere all’imprenditore circa un milione di euro.

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In manette sono finiti Ugo Di Giovanni e poi Gennaro Rizzo, in passato anche coinvolti nella gambizzazione di un fantino per un debito, avvenuta a Roma nel febbraio 2012. Arrestato anche Emiliano Sollazzo e Luciano Rosa, che per i magistrati di piazzale Clodio era considerato il trait d’union fra il consigliere comunale e gli esponenti del clan. Arrestata anche la sorella di Rosa: durante la perquisizione nella sua abitazione i carabinieri hanno trovato droga.

L’indagine, affidata dal procuratore aggiunto Michele Prestipino al sostituto Corrado Fasanelli, e’ partita dopo la denuncia dell’imprenditore, il 4 febbraio scorso. Dopo aver pagato una prima tranche di 44mila, la vittima dell’estorsione ha deciso di non assecondare piu’ le richieste. A quel punto sono iniziate minacce e intimidazioni: gli appartenenti al clan sono arrivati a mettere in atto veri e propri raid nell’azienda dell’imprenditore per ottenere il denaro.

 

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