di Giancarlo Tommasone

Il maestro Pino Mauro è tra le voci più rappresentative e longeve della canzone napoletana (non solo quella propriamente detta di giacca) e torna sul grande schermo. L’artista, infatti, è tra i protagonisti del film «Il ladro di cardellini». Insieme a Nando Paone e a Ernesto Mahieux, dà vita a un terzetto di insoliti bracconieri, immersi in una realtà fatta di espedienti, di piccole difficoltà e pericoli quotidiani, ma anche di tanta passione. La pellicola è una produzione congiunta Bronx Film, Minerva Pictures, Pfa films, Rai Cinema, Mibact, Antracine e Film Commission Regione Campania. La regia è di Carlo Luglio.

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Le riprese si sono concluse da poco.
Stylo24 ha raccolto le considerazioni
di Pino Mauro sull’ultimo lavoro svolto
e sulla nuova avventura affrontata
nei panni di attore comico

Il film si annuncia, infatti, tra le commedie più esilaranti della prossima stagione. «Questa volta farò ‘ridere’. Sono bravo anche a fare ridere – afferma il noto cantate – Perché l’artista deve essere completo. E’ stata una prova superata con successo». Certo, immaginarcelo lontano dai ruoli ricoperti finora, soprattutto in quelli che lo hanno consacrato re delle sceneggiata, appare alquanto difficile, ma Pino Mauro ha abituato il suo pubblico a performance di spessore che non hanno mai deluso.

Pino Mauro con il regista Carlo Luglio (fonte Facebook)

«Naturalmente nel film ho anche cantato, interpretando
brani della tradizione classica partenopea,
tra questi ‘Lu cardillo’, un pezzo del Settecento
»

La pellicola in questione dovrebbe – secondo il progetto iniziale e a quanto apprendiamo dallo stesso Pino Mauro – partecipare al Festival di Cannes. «Si tratta di una grossa produzione – dichiara l’artista – Spero possa darci grandi soddisfazioni. E’ un film da non perdere».

Nei giorni scorsi, Pino Mauro è stato
anche protagonista di una simpatica performance

Lo vediamo comparire al termine di una clip diffusa su Youtube e sui social network. E’ il compleanno di un ragazzo che compie gli anni il 15 agosto. Ha organizzato una festa prevedendo centinaia di ospiti, ma quando la sera si ritrova nel locale, è praticamente da solo, insieme al cameriere. Nessuno ha partecipato: tutti in vacanza, lontani da Napoli e dal festeggiato. A questo punto, sconfitto, sta per tornarsene a casa, quando sulla scena irrompe Pino Mauro. Il ragazzo allora, recita una battuta che i fan dell’artista (e non solo i fan) sicuramente ricorderanno. Il giovane non dimenticherà quel compleanno perché potrà dire che «ci stavamo io, tu e Pino Mauro». La frase proverbiale sta ad indicare una situazione in cui ci si aspettava grande partecipazione, ma che alla fine vede la presenza di poche persone, poco pubblico. Ma per fugare ogni dubbio e capire in quale circostanza sia nata, siamo andati direttamente alla fonte e lo abbiamo chiesto proprio a Pino Mauro.

Ecco come nacque quella frase proverbiale

«Questo voleva essere un attacco dei miei detrattori. Un modo come un altro, non avendo niente a cui appigliarsi, per sminuire subdolamente il mio peso artistico. Ma non ci sono riusciti. Beh, spiego come è nata questa storia. Qualche anno fa avevo una data al San Babila di Milano – spiega Mauro – Il gestore del teatro, che mi aveva assicurato una promozione adeguata, da sold-out, alla fine, per intenderci, non fece proprio niente. Dunque la gente non sapeva dello spettacolo e della mia presenza per quella sera. Cionostante in teatro c’era una platea di una sessantina di spettatori. Io, da professionista quale sono,  onorando la loro presenza, naturalmente mi esibii lo stesso, come avrei fatto se fossi stato davanti a ben più vasto pubblico». «Questo episodio fu orchestrato ad arte e cominciò a girare la frase diffusa da quelli che ‘non mi volevano bene’, una frase che vuole essere ironica e sprezzante. Quella appunto di ‘stiamo io, tu e Pino Mauro’, a significare che al mio spettacolo erano venute pochissime persone», conclude il maestro.

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