Le minacce dal clan dei Casalesi.

Fonti giudiziarie parlano di pura coincidenza. Non ci sarebbe alcun collegamento tra la revoca della scorta a Vincenzo Schiavone, medico-imprenditore, fondatore della clinica Pinetagrande di Castel Volturno, e l’inchiesta che lo vede coinvolto e in merito alla quale, dopo il precedente arresto, ieri è stata revocata la misura dei domiciliari (per lui è scattato l’obbligo di dimora fuori dalla Campania). Sta di fatto, però, che non avrà più al suo fianco gli angeli custodi in divisa che lo accompagnavano anche all’interno della struttura sanitaria della Domiziana dal 2008. Ovvero da quando denunciò alcuni affiliati al clan dei Casalesi, fazione Bidognetti, che avevano prima chiesto una tangente e poi tentato di entrare come soci nel “Consorzio Rinascita” di cui lo stesso era presidente.

Schiavone inizialmente era accusato di corruzione, reato derubricato dal Tribunale del Riesame in abuso d’ufficio per le presunte irregolarità degli atti amministrativi emessi dal Comune di Castel Volturno, facendo cadere le accuse di falso e abuso in relazione ai pareri paesaggistici espressi dalla Soprintendenza. Ma tutto ciò non avrebbe nulla a che vedere con la revoca della scorta. Decisione presa, nonostante la coincidenza temporale, solo in quanto sarebbe venuto ormai meno il pericolo per l’imprenditore. 

ad