domenica, Dicembre 5, 2021
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Criticare il presidente del porto diventa un reato di lesa maestà

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di Giancarlo Tommasone

Caos parcheggi e traffico al porto di Napoli. La «battaglia» si combatte anche attraverso il botta e risposta che rimbalza sulla stampa. Il 10 settembre scorso a innescarla è il senatore Salvatore Lauro, presidente di Terminal Napoli Spa, con una intervista al «Mattino», in cui si lamenta delle condizioni dello scalo partenopeo.

«Il porto – dichiara Lauro –
non può essere un grande parcheggio.
I parcheggi devono
essere realizzati fuori,
in porto bisogna
far arrivare i tir delle autostrade del mare solo al momento dell’imbarco»

Salvatore Lauro

Passano appena 24 ore e sempre sulla testata partenopea, compare la risposta di Pietro Spirito, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale. Sul tema sollevato da Lauro, quello dei troppi parcheggi al porto, il presidente afferma: «Se proprio il senatore Salvatore Lauro, presidente di Terminal Napoli (società che gestisce proprio i parcheggi, ndr) insiste, a fine anno non procederemo al rinnovo della concessione».

Nella partita entra pure la stessa società Terminal Napoli,
che di fatto prende le distanze da quanto affermato
dal suo presidente (Lauro, appunto)

Attraverso una nota, l’amministratore delegato, Tomaso Cognolato, precisa che le dichiarazioni del senatore Lauro (di cui, sopra abbiamo riportato uno stralcio), non erano nella sua qualità di presidente di Terminal Napoli, «bensì rappresentano un’opinione personale nella sua qualità di armatore». Vale la pena esprimere delle considerazioni riguardo al caso. Partendo proprio dalla risposta di Spirito.

Il presidente dell’Adsp che dovrebbe essere un tecnico, commette ancora una volta, l’errore di usare lo stesso linguaggio della politica

Cosa che Stylo24 aveva già rilevato, in occasione dell’annuncio, da parte del presidente, dell’avvio dei lavori per il waterfront e per la costruzione del nuovo Beverello. La risposta di Spirito adombra una sorta di «reazione» sopra le righe, per aver espresso uno degli armatori più importanti che opera nel golfo di Napoli, una critica. Che va da sé, può essere giusta o sbagliata. Ma il presidente dell’Adsp, invece di rispondere nel merito, e portando a supporto della sua tesi, riflessioni, ragionamenti, va a colpire direttamente il «portafogli», con quel «a fine anno non procederemo al rinnovo della concessione». Questo sistema, oltre ad essere sbagliato dal punto di vista del metodo, rappresenta la dimostrazione, come espresso da più parti, di come Pietro Spirito non sia particolarmente insensibile alle critiche. E poi succede una cosa ancora più grave ai nostri occhi: la nota dell’ad di Terminal Napoli Spa. Attraverso la quale, oltre a sottolineare che Lauro parlava (nella sua intervista al Mattino) a titolo personale, si afferma che «va riconosciuto il costante impegno profuso dall’attuale Presidente della Autorità Portuale nel riconoscere i problemi ed affrontarli». Dove sta il nodo della questione? Criticare in modo grossolano, incivile, è sempre qualcosa di sbagliato. Non ci sembra, però, che Salvatore Lauro fosse andato al di là di una semplice rimostranza, tra l’altro suffragata dai fatti, viste le condizioni non certo di perfetta viabilità che si registrerebbero al porto. Due domande: cosa significa la replica di Terminal Spa? A questo punto, non farebbe bene Salvatore Lauro a dimettersi dalla carica, visto che è stato sfiduciato dai suoi stessi soci?

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