Pietro Spirito, presidente dell'Adsp MTC

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di Francesco Vitale

Il termine trasparenza è forse uno dei più utilizzati quando si parla di Enti che si definiscono ancora emanazioni dello Stato e non certo Spa, vale a dire soggetti privati. Eppure se si va a vedere, non sempre si adotta la stessa condotta in materia di rendicontazione al contribuente.

E’ il caso ad esempio dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale
che ha competenze sugli scali di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia

Occupandoci proprio di trasparenza e delle modalità attuate da detta Authority, osserveremo che c’è un diverso modo di dare conto, circa le spese, tra la sede di Napoli e quella di Salerno, sedi che tra l’altro hanno lo stesso segretario generale. Lo faremo prendendo in esame due determine, entrambe a firma di Francesco Messineo. Si tratta della numero 72 del 6 giugno 2018 e della numero 98 del 16 luglio 2018. Partiamo dalla prima; in essa si può notare un elenco delle spese, elaborato in maniera compiuta e puntuale, da parte del responsabile del servizio di cassa interno per l’Ufficio territoriale portuale di Salerno. L’elenco contiene ben 10 voci, attraverso le quali ci si può rendere conto nello specifico, della spesa totale da impegnare (2.830,74 euro), ed imputare sul bilancio previsionale per l’esercizio finanziario 2018. Un esempio su tutti, alla lettera ‘d’ è possibile addirittura leggere: la somma di € 65,00 sul Capitolo U113/10-03 “Spese per ciclomotori”. Tutto è dunque annotato nei minimi particolari.

Cosa che invece non si evince, se si va ad aprire la determina numero 98 del 16 luglio 2018, che riguarda, questa volta, la sede di Napoli

L’oggetto della determina è «Reintegro fondo cassa economale». Attraverso il documento, senza alcuna specifica né voci, si determina «di procedere al reintegro del fondo cassa interno a nome del sig. (…), per 10.000,00 euro, per la sede di Napoli, con obbligo di rendiconto».  Non è possibile sapere di più circa quei 10mila euro di fondo cassa. Se, dunque, da un lato Salerno è zelante con la rendicontazione delle spese, arrivando addirittura a fornire l’ammontare del prezzo del viaggio di una semplice funzionaria che si recherà in Florida per la fiera “Seatrade Cruise Global” (determina n.20/2018), dall’altro a Napoli è dato sapere solo in maniera indistinta circa il reintegro di un fondo cassa.

Si tratta, non dimentichiamolo, di soldi pubblici, forniti dal contribuente e questi ha il diritto di sapere in che modo siano impiegati

Le Authority, lo ribadiamo non sono ancora delle Spa, ma vere e proprie emanazioni dello Stato o della ‘res publica’ che dir si voglia. Nell’epoca in cui il vicepremier Luigi Di Maio mostra il biglietto aereo classe ‘Economy’ per la Cina, perché il cittadino non può deve informato su quanto spende il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale per i viaggi all’estero connessi al suo lavoro? Viaggerà in prima classe, oppure – come Di Maio – anche lui in Economy? Non è dato saperlo. Come non è dato sapere rispetto alla rendicontazione delle spese a Napoli. E questo stride in materia significativa con le esternazioni reiterate, relative a trasparenza, legalità, rilancio dell’immagine del porto. Il contribuente si chiede, dunque: quanto costano le trasferte del presidente Spirito? Visto che non vi è traccia di determine che possano rendicontare su questa voce. Qual è l’ammontare, in termini di costi, per la sua attività?  Perché non si rendiconta? C’è il segreto di Stato sulle spese del presidente dell’Autorità portuale? In un periodo in cui si parla sempre più frequentemente di trasparenza, spending review e ‘pauperismo’, perché a Napoli non si è trasparenti sulla rendicontazione delle spese?

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