Il presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale, Pietro Spirito

di Giancarlo Tommasone

L’affidamento della concessione marittima demaniale del manufatto «ex Cogemar» alla Ttt Lines, rappresenta uno degli episodi chiave dell’inchiesta sul presunto giro corruttivo al porto di Napoli. Come abbiamo già riportato in altri servizi, per la vicenda, risultano indagati l’ex segretario generale dell’Authority, Emilio Squillante. La compagna di quest’ultimo, Maria Teresa Valiante (dipendente dell’Adsp del Mar Tirreno Centrale) e Marco Majorano, referente della compagnia armatoriale Ttt Lines. Squillante, è scritto nell’ordinanza, «si è ingerito nella procedura amministrativa per l’assegnazione di detta concessione (…) al fine di favorire la Compagnia marittima Ttt Lines». E’ stato rilevato, inoltre, che «la delibera finale, ovvero la n. 63 dell’undici dicembre 2017 è stata redatta da Maria Teresa Valiante con la supervisione di Emilio Squillante».

L’undici dicembre, si tiene pure il Comitato di Gestione, «esitato con l’emanazione della delibera numero 63». Nel corso della riunione, il comandante della Capitaneria di porto, contrammiraglio Arturo Faraone (membro di diritto del Comitato), esprime formale riserva rispetto all’eventualità del rilascio della concessione. Faraone, poi, invia una nota (numero protocollo 69391) all’Adsp, attraverso la quale spiega perché abbia espresso parere contrario.

L'ex segretario dell'Autorità portuale di Napoli, Emilio Squillante
L’ex segretario dell’Autorità portuale di Napoli, Emilio Squillante

La decisione di Faraone – è riportato nell’ordinanza – nasce dalla considerazione che «l’assentimento della concessione del manufatto ‘ex Cogemar’ a favore della società Ttt Lines avrebbe condizionato il libero utilizzo della banchina prospiciente, molo 20/21, da parte di altre compagnie di navigazione (tale banchina è invece, attualmente destinata ad un utilizzo libero e pubblico)». I magistrati annotano pure: «Il vantaggio conseguito dalla Ttt Lines per effetto della concessione del manufatto ex Cogemar è in altre parole abnorme in quanto comporta, di fatto, l’uso praticamente esclusivo della banchina prospiciente (Molo 21/22), pur in assenza di una formale concessione demaniale marittima».

Fondamentale per le indagini, l’attività di intelligence,
attraverso intercettazioni sia in ambientale che telefoniche.

Il 15 dicembre del 2017 viene captata e registrata una conversazione che avviene tra Maria Teresa Valiante e il presidente dell’Adsp del Mar Tirreno Centrale, Pietro Spirito. Una premessa: Spirito non risulta indagato nell’ambito dell’inchiesta. Nel corso della conversazione, è riportato nell’ordinanza, «Spirito sollecitava la stesura della concessione per Ttt Lines srl. Il motivo della sollecitudine espressa dal presidente risiedeva in una legge, di imminente approvazione, la cui entrata in vigore avrebbe sicuramente avuto effetti sull’iter di rilascio della concessione».

La sede dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale a Napoli

Inoltre, la particolarità di tale conversazione, sottolineano gli inquirenti, è rappresentata dalla circostanza che «Spirito dice a Valiante di aver firmato la delibera quel giorno stesso (ovvero il 15 dicembre del 2017), laddove in realtà la data della stessa delibera, la numero 63, risulta essere il giorno 11 dicembre 2017». «Tale discrepanza tra la data scritta sulla delibera (11 dicembre) e la reale data di firma (15 dicembre) – è riportato nell’ordinanza – trova giustificazione nella sollecitudine che lo stesso presidente intende dare alla procedura amministrativa in corso».

Dalla conversazione, emerge che
«il presidente indica alla Valiante di predisporre immediatamente l’atto finale, ovvero la concessione demaniale a favore della Ttt Lines».

Ma a cosa sarebbe dovuta tale sollecitudine da parte di Spirito? Per gli inquirenti, a due circostanze: la prima, legata al parere contrario espresso dal contrammiraglio Faraone; la seconda relativa al fatto che «era in corso una modifica alla legislazione in materia portuale, in virtù della quale i pareri espressi dai membri del Comitato di Gestione sarebbero stati vincolanti, mentre al momento non lo erano». In sostanza, riepilogano gli inquirenti, come si evince dalla conversazione (tra Valiante e Spirito), se la firma della concessione demaniale fosse intervenuta dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della suddetta modifica legislativa, sarebbe stato necessario integrare l’iter del procedimento amministrativo, acquisendo formalmente i pareri.

Di seguito riportiamo la conversazione integrale avvenuta tra Maria Teresa Valiante e il presidente Pietro Spirito. Sono le 11.51 (e 32 secondi) del 15 dicembre 2017.
Pietro Spirito: «Maria Teresa».
Maria Teresa Valiante: «Presidente… mi dica… buongiorno».
Pietro Spirito: «Allora, cerchiamo un ragionamento… allora».
Maria Teresa Valiante: «Sì».
Pietro Spirito: «Noi abbiamo deliberato Ttt Lines».
Maria Teresa Valiante: «Sì, perfetto».
Pietro Spirito: «Io l’ho firmata stamattina».
Maria Teresa Valiante: «Sì».
Pietro Spirito: «… la delibera, qual è il punto? Che la legge intanto cambierà, cioè darà la possibilità al comitato consultivo di esprimere parere anche sugli articoli sedici e diciotto».
Maria Teresa Valiante: «Ah».
Pietro Spirito: «Qual è il punto? Se noi firmiamo rapidamente la concessione».
Maria Teresa Valiante: «La concessione, sì».
Pietro Spirito: «Tipo lunedì, martedì, poiché non è pubblicato in Gazzetta Ufficiale».
Maria Teresa Valiante: «Sì».
Pietro Spirito: «Il decreto, noi siamo in regola».
Maria Teresa Valiante: «Ok».
Pietro Spirito: «Però dobbiamo firmare subito».
Maria Teresa Valiante: «Presidente, però mi devono far pagare subito il canone».
Pietro Spirito: «Esatto».
Maria Teresa Valiante: «Anticipato».
Pietro Spirito: «Eh».
Maria Teresa Valiante: «E l’ass (presumibilmente l’assicurazione, ndr) e la polizza mi devono fare».
Pietro Spirito: «Esatto».
Maria Teresa Valiante: «… altrimenti tanto l’atto è pronto, lo abbiamo portato in comitato…».
Pietro Spirito: «Ecco».
Maria Teresa Valiante: «Io non devo fare più».
Pietro Spirito: «No no appunto… io ho firmato oggi però mi sono ricordato, Francesco mi ha ricordato…».
Maria Teresa Valiante: «Certo».
Pietro Spirito: «Che c’è un tema di legittimità, quando il decreto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale».
Maria Teresa Valiante: «Non si potrà… eh… ho capito».
Pietro Spirito: «No, noi dovremo passare per la commissione consultiva».
Maria Teresa Valiante: «Consultiva».
Pietro Spirito: «Per un parere».
Maria Teresa Valiante: «Perfetto».
Pietro Spirito: «Allora questo dovremo farlo da ora in avanti».
Maria Teresa Valiante: «Subito».
Pietro Spirito: «Però se riusciamo a scamparcela questa volta, perché firmiamo rapidamente a metà settimana prossima, al massimo».
Maria Teresa Valiante: «Sì, il fatto però…».
Pietro Spirito: «Questa volta, penso, la scampiamo».
Per completezza di informazione, va detto che il presidente Pietro Spirito (che lo ribadiamo non risulta tra gli indagati dell’inchiesta in oggetto), nel corso di una intervista resa al quotidiano «Il Mattino» (pubblicata il 28 maggio scorso), in merito alla conversazione appena riportata, e in particolare alla domanda: «Stava favorendo un’azienda (la Ttt Lines, ndr) a scapito di un’altra (la Snav)?», ha riposto: «Assolutamente no, l’unico mio interesse era di chiudere un iter amministrativo, perché ho sempre cercato di rendere efficace e concreto il mio ruolo. Non mi piace che le cose restino a metà strada».