Il presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale, Pietro Spirito

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di Giancarlo Tommasone

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L’Autorità portuale è stata citata in giudizio insieme al Comune di Napoli, per la vicenda relativa alla movida molesta che da anni interessa la zona occidentale della città, quella famosa soprattutto per la presenza di sette discoteche. Ad adire vie legali 23 residenti (che abitano tra Via Coroglio e Piazza Bagnoli), che aderiscono a un comitato che si batte per la quiete pubblica e la vivibilità cittadina.

Il gruppo è guidato dall’ex consigliere comunale Gennaro Esposito,
che assiste i suddetti 23 residenti,
in questa vertenza

Gennaro Esposito

Si tratta di un caso nuovo rispetto ai precedenti (atto di citazione dei residenti di Piazza Bellini e di Piazza del Gesù), perché per la prima volta, viene coinvolta l’Authority. Per tale motivo, Stylo24, ha raccolto, sulla vicenda, le considerazioni del presidente dell’Adsp del Mar Tirreno centrale, Pietro Spirito. «Cominciamo col dire – afferma il presidente – che sul tema di rumorosità delle attività, l’Authority non ha alcuna competenza né formale, né sostanziale. Se c’è un problema di rumore e di schiamazzi e di attività notturne, ci sono altri organi dello Stato che devono intervenire. Certamente tutto ciò non ha alcun rilievo con le attività che noi svolgiamo».

Traffico notturno in tilt in una delle zone della movida

I cittadini fanno leva sulle concessioni demaniali, le aree su cui
sorgono le discoteche sono di proprietà dell’Autorità portuale

«Le concessioni sono bloccate da una legge del Parlamento italiano, che a me non piace, giusto per essere chiari. Una legge che ha congelato tutte le concessioni fino al 31 dicembre del 2020. Non possiamo fare nulla, perché tutte le concessioni turistico/balneari del nostro Paese sono congelate da una decisione del Parlamento della Repubblica, che ribadisco, a me non piace. Ma sono un cittadino della Repubblica e la devo rispettare». L’atto di citazione riporta questo passaggio: «Il suolo viene dato in concessione “per l’insediamento di attività turistico/balneare ai soli fini elioterapici, con la sola esclusione della balneazione (…) l’Autorità portuale avrà però sempre facoltà di revocare la presente concessione quando lo ritenga necessario per qualsiasi ragione, a suo insindacabile giudizio, (…) il Presidente (dell’Authority, ndr) avrà facoltà di dichiarare la decadenza del concessionario dalla presente concessione, nel caso in cui rilevi, a suo insindacabile giudizio, che il concessionario abbia contravvenuto alle condizioni generali e speciali a cui è subordinata ….”».

I chiarimenti sulla concessione
per attività turistico/balneare

«Si tratta di concessioni per attività turistico/ricreativa o turistico/balneare che dir si voglia – afferma Spirito – Se poi queste attività recano disturbo alla pubblica quiete, devono intervenire altri». Chiariamo sul tipo di concessione data. «La concessione è quella relativa ad attività turistico/balneare, non esiste un concessione elioterapica. Non sta nella natura. Su questo punto, quello che è riportato nella citazione, rappresenta una sciocchezza», conclude il presidente Spirito.

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