L'ex presidente dell'Autorità portuale del Mar Tirreno centrale, Pietro Spirito

TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT


di
Francesco Vitale

ad

Nel corso della conferenza stampa tenutasi ieri, il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale, ha tracciato un bilancio dei primi due anni di lavoro dell’ente negli scali di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia.

A fronte dei toni particolarmente ottimistici e trionfalistici espressi da Pietro Spirito, Stylo24 ha deciso di aggiungere
quel che in conferenza stampa
ci si è dimenticati di dire

«Abbiamo realizzato e concluso al porto di Napoli opere per 312 milioni di euro, di cui la principale è l’adeguamento della Darsena di Levante, per un investimento di 150 milioni di euro. L’escavo dei fondali è invece al 70% e sarà finito per la primavera 2019», ha detto Spirito. Che poi ha aggiunto riguardo alla nuova Darsena, «è stata già collaudata e ora ospiterà i sedimenti del dragaggio».

Sulla Darsena di Levante c’è pure da dire che è in atto un procedimento dell’Anac. A giugno scorso gli 007 dell’Anticorruzione hanno effettuato ispezioni negli uffici dell’Authority partenopea. Secondo quanto risulta a Stylo24, l’oggetto degli approfondimenti della struttura guidata da Raffaele Cantone sono proprio i lavori della nuova Darsena di Levante. Già materia d’indagine, da parte della stessa Anac, da circa un anno. Nel mirino, allora come oggi, ci sono i costi delle 3 varianti e l’accordo bonario sottoscritto dall’Autorità portuale con l’associazione temporanea d’impresa appaltatrice Trevi-Consorzio Integra (ex CgC) – Sled. Passando invece a un’altra questione, c’è da aggiungere che lo Sporgente Est, a seguito di collaudo, è stato ritenuto non in regola.

E quindi ospiterà solo parte dei sedimenti del dragaggio
e non «i sedimenti» (intesi come tutti i sedimenti),
a cui si riferisce Spirito

Ci sono infatti 70.223 metri cubi in più di detriti da smaltire perché lo Sporgente Est non potrà essere utilizzato. Ciò emerge incrociando i dati del progetto esecutivo con il collaudo della Darsena di Levante (che dovrà accogliere quanto raccolto dai fondali).

«Oltre all’escavo dei fondali, tra le opere da completare ci sono il completamento della rete fognaria portuale (22 milioni di euro), i collegamenti stradali e ferroviari interni (31 milioni), l’allestimento degli spazi nell’area portuale da adibire ai cantieri di restauro dell’Immacolatella Vecchia (6 milioni), la messa in sicurezza dell’area portuale alla darsena Marinella (12 milioni), il piano di efficientamento energetico del porto di Napli con fonti alternative (10 milioni), il prolungamento della diga Duca D’Aosta (20 milioni) », ha sottolineato ancora Spirito.

Sul versante dell’escavo dei fondali, ci si può rendere conto dalla relazione del Bilancio preventivo 2019 dell’Adsp (pagina 8), che «le attività di dragaggio sono iniziate in quasi tutte le aree di progetto. Non si è ancora iniziato nelle aree M ed H per le quali sono in corso di concordamento le modalità operative con i relativi concessionari». Per aree M si intende quelle di Calata Villa del Popolo e Darsena Bacini; per aree H, invece, quelle di Calata Porta di Massa e del Molo Immacolatella Vecchia.

I tempi sono molto stretti, riusciranno
a essere rispettate le date indicate da Spirito?

Il presidente dell’Adsp parla del completamento dei collegamenti stradali e ferroviari interni, vale la pena però accennare al rischio di poter perdere i finanziamenti (circa 30 milioni di euro a valere sulla programmazione 2014-2020).

Infatti nonostante ci sia un progetto approvato e finanziato dall’Unione europea, il porto di Napoli rischia di vedere «bruciate» le risorse per la costruzione del tracciato ferro-gomma. Si tratta appunto di quello previsto per collegare il nuovo terminal container della Darsena di Levante. Malgrado siano state avviate le procedure per le ordinanze di sgombero delle aree date in concessione, aree che si trovano lungo il tragitto della rete ferroviaria e autostradale da costruire, si registra un problema con uno dei concessionari, La Nuova Meccanica Navale. Per l’azienda (partecipata dal gruppo Aponte), con la delibera del Comitato portuale numero 42 del 28 giugno 2016, l’ex Autorità portuale (che va ora sotto il nome di Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale) aveva deciso, dopo tanti rinvii, di procedere all’emanazione di provvedimenti di revoca parziale per superfici ammontanti a 12.948 metri quadrati.

La Nuova Meccanica Navale, a risarcimento di tale «esproprio», aveva infine ottenuto un’altra concessione, per trasferire i suoi uffici presso il Molo Carmine

Per adeguare il quale, così come richiesto dalla concessionaria, era stata addirittura bandita una gara (poi sospesa con la delibera n. 89 del 22 marzo 2016). In un primo momento La Nuova Meccanica Navale si era detta disponibile a cedere le superfici interessate. Poi ha evidentemente cambiato idea; così facendo ha fatto naufragare il progetto riguardante i collegamenti interni all’area portuale nella sua versione «vidimata» e finanziata dall’Unione europea.

TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT

Riproduzione Riservata