La foto profilo di Pietro Spirito su Facebook
La foto profilo di Pietro Spirito su Facebook

L’ex presidente dell’Autorità portuale si schiera con l’ex sindaco in rotta coi Dem

di Mauro Della Corte

Una tornata elettorale strana, molto strana. E non solo perché a pochi mesi dalle elezioni non si conosce ancora la data del voto, a rendere ancora più strano il dibattito politico è il continuo «salto della quaglia» ad opera di personaggi veramente insospettabili.

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Come Stanislao Lanzotti, ex coordinatore metropolitano di Forza Italia passato a supportare il candidato del Centrosinistra Manfredi. O come il rivoluzionario Ivo Poggiani che ha mollato il movimento arancione di de Magistris e ha appoggiato, senza se e senza ma, la causa dei partiti tradizionali e dell’ex ministro dell’Istruzione. Un’operazione però non effettuata solo da pretendenti a uno scranno a palazzo San Giacomo, colpiti dalla «paura» di trovarsi una nuova occupazione.

Una lunga carriera legata indissolubilmente ai Dem

Il colpo di scena però è rappresentato dall’ex presidente dell’Autorità portuale del Mar Tirreno centrale Pietro Spirito che ha deciso di rompere con il Partito Democratico e supportare l’ex governatore Antonio Bassolino che si trova in aperta polemica e contrapposizione con il Pd campano e nazionale. Ma perché stupisce tanto? Perché la carriera dell’ex presidente Spirito è legata indissolubilmente ai Dem. Durante la sindacatura di Ignazio Marino a Roma, era dirigente part time dell’Atac (Azienda Tramvie e Autobus del Comune di Roma) e in contemporanea occupava la poltrona di numero uno dell’Interporto di Bologna.

In seguito, nel novembre del 2016, Spirito fu nominato dall’Autorità portuale dall’allora ministro Graziano Delrio, con l’intesa dell’attuale governatore Vincenzo De Luca che ora sponsorizza (come tutto il Partito Democratico) Gaetano Manfredi. Un vero e proprio strappo quello operato da Pietro Spirito che sui social pubblica con una foto profilo dove si può leggere chiaramente «Con Antonio Bassolino x Napoli». Come se non bastasse il 23 luglio scorso ha criticato l’operato dello «sceriffo» salernitano: «Vincenzo De Luca nomina Giuseppe De Mita dirigente regionale. Prosegue la Dinasty familiare in Campania».

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