Il dg e capo di Gabinetto del Comune Attilio Auricchio, il capo di Gabinetto della Città Metropolitana (ed ex consigliere comunale) Pietro Rinaldi, e il sindaco Luigi de Magistris

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Pietro Rinaldi capo di Gabinetto della Città metropolitana. Fantapolitica? No, questa è soltanto l’ultima mossa del sindaco de Magistris e del suo braccio destro Attilio Auricchio per far fuori Alessandro Nardi, che ricopre attualmente la carica nell’ex provincia. Riavvolgendo il nastro e rimanendo a piazza Municipio le dimissioni di Rinaldi dal Consiglio comunale rientrano in un accordo più ampio con il gruppo della sinistra di cui fanno parte Sandro Fucito e Mario Coppeto (insieme ad Elena Coccia).

La sinistra infatti uscirà malconcia dal rimpasto di giunta che il sindaco sta per ratificare (venerdì mattina la conferenza stampa di presentazione di Laura Marmorale e Monica Buonanno).
Dopo aver fatto fuori i Verdi (D’Ambrosio) e la ex Riformista Sardu, Coppeto and co. si sarebbero aspettati un posto in giunta per riequilibrare la nuova squadra di governo. La sinistra ha infatti perso prima Ciro Borriello (assessore allo Sport), che dopo essere stato eletto con “Napoli in Comune” è passato a demA, e poi lo stesso Rinaldi, anche lui eletto con il gruppone della sinistra per poi finire nella fila del partitino del sindaco.

Un atto di cannibalismo politico messo in atto
dal primo cittadino, che «ai rossi» proprio non è andato giù.

Cosa hanno pensato il sindaco e Auricchio? Di prendere due piccioni con una fava: far dimettere Rinaldi (oggi in demA), il che consentirebbe alla prima dei non eletti della sinistra, Rosaria Galiero , di entrare nell’assemblea cittadina e di riportare il gruppo a quattro (compreso il presidente del Consiglio Fucito) e di eliminare Nardi dai radar, mettendo a capo della Città metropolitana l’ex delfino di Sergio D’Angelo, appunto Rinaldi.
Il giocattolo però rischia di rompersi, perché Nardi all’interno del Consiglio comunale conta su alcuni fedelissimi: il gruppo Agorà con Simeone, Langella e Sgambati, i Verdi con Stefano Buono e Luigi Zimbaldi con il gruppo degli Sfasteriati.

Insomma, il sindaco eliminando Nardi rischia
di perdere la maggioranza in Consiglio.

L’intervento di ieri in aula di Simeone (prima che saltasse il numero legale in Consiglio), che ha attaccato pesantemente “alcune scelte” di Auricchio – senza mai citare Nardi – sono soltanto il preludio alla bagarre che sta per esplodere all’ombra di piazza Municipio.

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