Pietro Rinaldi e Luigi de Magistris

È tempo di calciomercato anche in politica. Il passaggio in Dema, dal gruppo Sinistra in Comune, di Pietro Rinaldi, è riuscito in un colpo solo a spaccare ulteriormente, semmai ce ne fosse bisogno, gli arancioni e a far infuriare i «rossi». Che Rinaldi avesse maturato questa scelta in molti lo hanno appreso dai giornali di ieri. Sandro Fucito, presidente del Consiglio comunale – da quanto raccontano in via Verdi – non l’ha presa proprio benissimo. Avrebbe parlato di «colpo basso». In effetti Fucito non è stato avvisato né in quanto componente del gruppo di sinistra, del quale faceva parte Rinaldi, né in veste di presidente dell’assemblea cittadina.

Claudio de Magistris e il fratello Luigi, sindaco di Napoli, nella sede dell'associazione deMa
Claudio de Magistris e il fratello Luigi, sindaco di Napoli, nella sede dell’associazione deMa

Rinaldi ha ufficializzato il suo passaggio in Dema durante l’assemblea pubblica degli arancioni, che si è tenuta martedì pomeriggio. Dunque, non solo non ha condiviso con il suo ex gruppo la scelta e le motivazioni, che lo hanno portato a scegliere una strada diversa, ma ha scontentato anche gli aderenti a Dema, tranne un paio (Andreozzi e De Majo) con i quali fa sponda da sempre.
Il segretario del movimento Claudio de Magistris, dal canto suo, non ha mai ritenuto opportuno in nessuna riunione di gruppo mettere al corrente i consiglieri comunali di questa possibilità. Una forzatura che, sia in Dema, che a sinistra, hanno potuto solamente subire.

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La consigliera comunale Eleonora De Majo e il sindaco Luigi de Magistris

Rinaldi ha messo tutti d’accordo a non essere d’accordo. I più maligni vociferano che il passaggio di Rinaldi al gruppo del sindaco sarebbe avvenuto sulla base dell’allettante ipotesi di un assessorato. Vox popoli, vox Dei. Tutto questo accade mentre Rinaldi, appena quattro giorni fa, lanciava un ultimatum a Liberi e Uguali: «O io o Bassolino». Ora, con tutti i difetti, l’ex governatore, ha sicuramente una sensibilità di partito di gran lunga differente rispetto all’ex capo di Insurgencia.

L’assessore allo Sport Ciro Borriello

Nel gruppo di sinistra serpeggia malumore. C’è chi lo accusa di non essere stato riconoscente con chi gli ha permesso oggi di essere consigliere comunale. Rinaldi è infatti un miracolato: risultato primo dei non eletti della lista di sinistra alle elezioni amministrative del 2016. Novecento voti rispetto ai 20mila totali di Sinistra in Comune. Pochi o molti che siano, Rinaldi, senza le dimissioni di Ciro Borriello, che si è andato ad accomodare in giunta, non sarebbe mai entrato in Consiglio.
Una valutazione che evidentemente il nuovo acquisto di Dema non ha fatto. Tutto questo, mentre nel gruppo del sindaco si lavora per altri addii. Un nuovo gruppo è già pronto e la balcanizzazione della maggioranza continua senza tregua. Ma si sa, tra “Verdi”, rossi, arancioni, il calciomercato riserva sempre grandi sorprese.

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