Il coordinatore di Fratelli d’Italia a Napoli rivendica la piena regolarità del casellario giudiziale e annuncia ricorso in Cassazione.
Il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia a Napoli, Marco Nonno, ha rotto il silenzio in merito alle recenti contestazioni giudiziarie. Attraverso una nota ufficiale diffusa il 30 marzo 2026, l’esponente politico ha ribadito la piena regolarità della sua posizione circa l’avviso di garanzia ricevuto per presunto falso in atto pubblico. La vicenda ruota attorno all’autocertificazione allegata alla sua candidatura nelle scorse elezioni regionali, un documento che Nonno difende con estrema determinazione.
La validità del certificato del casellario giudiziale
Secondo quanto dichiarato dal dirigente del partito di Giorgia Meloni, il documento presentato all’epoca della candidatura non conterrebbe alcuna irregolarità. “Mostro il mio certificato del casellario giudiziale con orgoglio, è nullo, avrei attestato il falso se avessi dichiarato di essere incandidabile”, ha spiegato con fermezza. Infatti, il politico ritiene che la documentazione ufficiale prodotta dagli uffici competenti confermi la legittimità del suo percorso elettorale.
Il nodo del reato di resistenza a pubblico ufficiale
Un punto centrale della difesa riguarda la natura delle accuse precedenti. Marco Nonno sottolinea che la contestazione sul reato di resistenza a pubblico ufficiale non tiene conto della connessione essenziale tra i due reati, ovvero resistenza e devastazione, emersa chiaramente dagli atti processuali. Tuttavia, questa distinzione tecnica risulta fondamentale per definire se un soggetto possa o meno partecipare a una competizione elettorale.
Lo stato attuale dei carichi pendenti
La situazione giuridica dell’esponente di destra è influenzata da un recente rinvio della Suprema Corte. Poiché la Cassazione ha rinviato il procedimento a Napoli, il reato figura ancora tra i carichi pendenti nelle banche dati giudiziarie. Mentre il processo è in corso, la presunzione di innocenza resta un pilastro garantito dalla Costituzione. Per questo motivo, Nonno ribadisce che “se è pendente, non è definitivo, per questo il mio casellario risulta nullo rispetto a cause di incandidabilità”.
Le verifiche della Commissione Antimafia
Oltre agli aspetti puramente legali, il coordinatore ha voluto toccare il tema dell’etica politica e dell’autoregolamentazione interna ai partiti. È opportuno evidenziare che, anche in base alle ultime verifiche della Commissione Antimafia, il nome di Marco Nonno non è risultato in violazione del codice interno. Pertanto, la sua condotta sarebbe in linea con i parametri richiesti per i rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali.
Il valore etico del codice di autoregolamentazione
Il dibattito si sposta poi sulla differenza tra norme giuridiche e codici di condotta politica. “È bene ricordare, inoltre, che tale codice ha una valenza etica e non impedisce legalmente la candidatura”, ha precisato l’esponente napoletano. Infatti, soltanto sentenze definitive di interdizione potrebbero bloccare legalmente una corsa elettorale. Nel caso specifico, tali provvedimenti non esistono affatto, lasciando spazio a una difesa basata sui fatti concreti.
La battaglia contro le interpretazioni forzate
Il coordinatore cittadino teme che la vicenda possa essere strumentalizzata per fini elettorali o politici. Per questa ragione, ha dichiarato apertamente: “Non permetterò che interpretazioni forzate oscurino la verità dei fatti”. La sua condotta, a suo dire, è sempre stata orientata alla massima lealtà verso le istituzioni repubblicane. Intanto, il clima politico a Napoli resta teso in attesa di ulteriori sviluppi sulla vicenda.
Il ricorso alla Suprema Corte di Cassazione
Per porre fine a ogni dubbio interpretativo, l’esponente di Fratelli d’Italia intende rivolgersi ai massimi livelli della magistratura. Secondo Marco Nonno, soltanto la Cassazione può chiarire davvero la questione, essendo l’unico organo competente in quanto soggetto legittimato a fornire interpretazioni autentiche. Questa mossa legale punta a ottenere una parola definitiva che possa blindare la sua immagine pubblica.
La prevalenza del diritto sui teoremi politici
In conclusione della sua nota, il politico ha invocato un ritorno al rigore normativo per evitare processi mediatici. “Sono pronto a presentare una richiesta di chiarimento ufficiale alla Suprema Corte”, ha annunciato Marco Nonno. Questa azione mira a dimostrare che la chiarezza del diritto deve prevalere sui teoremi politici che spesso emergono durante le fasi calde dell’attività amministrativa.
Il futuro politico del coordinatore a Napoli
Nonostante la pressione mediatica, la struttura cittadina del partito sembra fare quadrato attorno al proprio leader. Resta da capire come evolverà l’indagine per falso in atto pubblico, ma la strategia difensiva appare già delineata. Intanto, l’opinione pubblica osserva con attenzione l’evolversi di un caso che intreccia diritto penale, leggi elettorali e opportunità politica nel capoluogo campano.

















