Il presidio speciale del Prefetto Michele di Bari sparisce nel nulla e il confine tra Pallonetto e Quartieri torna a essere un faro per i proiettili
Sembrava l’inizio di una nuova era, invece è stato solo un breve trailer. Il controllo speciale in Piazzetta Carolina, sbandierato con forza dalla Prefettura e dal prefetto Michele di Bari, è evaporato nel giro di pochi giorni. Oggi, tra i vicoli che portano a Piazza del Plebiscito, delle volanti di Polizia e Carabinieri non è rimasta nemmeno l’ombra. Un ritiro che sa di beffa per le persone perbene che vivono in zona e che ora si ritrovano, ancora una volta, a fare i conti con la realtà nuda e cruda di un territorio conteso.
Un confine caldo tra baby gang e pistole
La piazza non è un posto qualunque, ma la linea di confine tra le baby gang del Pallonetto e quelle dei Quartieri Spagnoli. Senza la “divisa” a fare da argine, la tensione è tornata a salire ai livelli di guardia. Il controllo speciale in Piazzetta Carolina doveva servire proprio a disinnescare questa miccia, ma spegnere le sirene proprio ora significa dare il via libera a chi crede di poter comandare a colpi di pistola. Per chi abita qui, vedere le pattuglie sparire è come ricevere uno schiaffo in pieno volto dalle istituzioni.
Due sparatorie in pochi giorni: la memoria corta dello Stato
Ma cos’era successo per convincere il Prefetto a blindare l’area? Due sparatorie in pieno centro, a due passi dai turisti che mangiano il gelato, avevano fatto gridare all’emergenza. Colpi di arma da fuoco, “stese” e raid intimidatori che avevano trasformato il cuore di Napoli in un set di un film d’azione di serie B. Eppure, nonostante le indagini siano ancora in corso e il clima resti pesantissimo, il presidio è stato smantellato. Forse si pensa che il pericolo sia passato con la stessa velocità con cui sono stati scritti i verbali?
Il “mordi e fuggi” della sicurezza urbana
I residenti sono furiosi e ne hanno tutte le ragioni. Il controllo speciale in Piazzetta Carolina è durato il tempo di qualche foto sui giornali e qualche dichiarazione di facciata. Poi, il vuoto. Le persone perbene che vivono in questi palazzi chiedono stabilità, non operazioni “spot” che lasciano il tempo che trovano. La sensazione è quella di essere stati usati per un’operazione di marketing della sicurezza, per poi essere lasciati di nuovo soli a gestire motorini che sfrecciano e minacce sottintese.
La resa del Prefetto Michele di Bari
Dalle parti della Prefettura tutto tace, ma il segnale inviato ai clan è devastante. Se il controllo speciale in Piazzetta Carolina finisce dopo una manciata di notti, chi delinque capisce che basta aspettare un attimo perché tutto torni come prima. Il prefetto Michele di Bari aveva promesso il pugno di ferro, ma a vedere la piazza oggi sembra che quel pugno si sia aperto troppo in fretta. La gestione dei presidi fissi appare confusa e figlia di un’emergenza che si affronta solo quando il sangue (o il rumore delle pistole) arriva in prima pagina.
Anarchia e motorini: la piazza torna zona franca
Senza le luci blu a fare da deterrente, l’anarchia ha ripreso possesso dei marciapiedi. Sosta selvaggia, motorini che usano l’area pedonale come una pista da corsa e microcriminalità che rialza la testa. Il controllo speciale in Piazzetta Carolina aveva dato una ripulita anche al decoro della zona, ma è bastata una notte di assenza delle forze dell’ordine per far tornare tutto nel caos. È l’ennesima dimostrazione che a Napoli la normalità è un lusso che dura lo spazio di un mattino.
La rabbia di chi non vuole scappare
«Siamo stanchi di essere cittadini di serie B», dicono dai balconi della zona. Lo schiaffo dello Stato fa male perché colpisce chi ha deciso di restare e di denunciare. Il controllo speciale in Piazzetta Carolina era una speranza di riscatto, una prova che le istituzioni non avessero paura dei ragazzini armati. Oggi, quel silenzio interrotto solo dal rombo dei motorini è la risposta più brutta che si potesse dare a una comunità che resiste.
Un futuro scritto con il piombo?
Il rischio ora è che si torni a sparare. Quando il gatto non c’è, i topi non solo ballano, ma caricano i caricatori. Se il controllo speciale in Piazzetta Carolina non diventa una presenza fissa e strutturata, i residenti sanno già cosa aspettarsi: la prossima “stesa” è dietro l’angolo. Napoli non ha bisogno di presidi a scadenza come lo yogurt, ma di una presenza che faccia capire una volta per tutte chi comanda davvero in quelle strade. E per ora, purtroppo, non sembra essere lo Stato.

















