di Giancarlo Tommasone

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, alla vigilia della celebrazione del Giorno della Memoria, ha annunciato che una piazza e una strada di Napoli, presto cambieranno nome. Nel mirino della fascia tricolore sono finiti Piazzale Tecchio e Via Vittorio Emanuele III. L’annuncio è stato diffuso con un post su Facebook, attraverso il quale de Magistris ha pure spiegato le ragioni della sua scelta. «Piazzale Vincenzo Tecchio, l’ex segretario provinciale del partito nazionale fascista, – scrive il sindaco – si chiamerà Piazza Ascarelli. Il mio annuncio nel giorno in cui ricordiamo Luciana Pacifici, una delle più piccole vittime della ferocia nazista, morta ad Auschwitz. Anche via Vittorio Emanuele III, che promulgò le leggi razziali, cambierà nome in Via Salvatore Morelli. Per non dimenticare, mai!».

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Il sindaco Luigi de Magistris

Quanto dichiarato dal primo cittadino ha scatenato numerosi internauti. La maggior parte, tramite commenti postati su Fb, anche espliciti (molti quelli destrorsi), hanno ricordato a de Magistris che mentre lui «pensa a cambiare il nome alle strade la città va in rovina». Uno su tutti, quello di Francesco: «Una città in rovina morale, civile e sociale, agli ultimi posti per vivibilità, lui che fa? Cambia i nomi delle strade… ma qua si sta superando l’incredibile». Accanto ai nostalgici e non, che hanno criticato la scelta del sindaco, ci sono anche quelli di estrazione neoborbonica, che chiedono di estendere l’editto, per la cancellazione anche di Piazza Cavour e Piazza Garibaldi. Non mancano i sostenitori di de Magistris, che invece ne appoggiano la scelta. Sono in minoranza, ma ci sono. Dunque, non volendo entrare minimamente nel merito della questione, che ci siamo limitati solo a descrivere, non possiamo però esimerci da qualche però. In effetti l’uscita potrebbe apparire come il tentativo di spostare l’attenzione da alcune criticità che ultimamente stanno interessando Napoli in maniera ancor più aspra. Ci riferiamo per esempio alle tre partecipate, Anm, Abc e Caan (Centro agroalimentare) del Comune, che sono ormai con l’acqua alla gola, investite dai debiti e al centro delle polemiche da mesi. Manco a farlo apposta a Piazzale Tecchio (prossima Piazza Ascarelli) c’è uno tra i più ampi stazionamenti di bus. Giusto per ricordare al sindaco, che appena un paio di giorni fa, la città è stata bloccata da uno sciopero selvaggio che ha impedito a migliaia di lavoratori di usufruire dei treni della metro e del trasporto pubblico su gomma per buona parte della mattinata.