venerdì, Dicembre 3, 2021
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La piazza di spaccio da un milione d’euro

Cifre da capogiro per i reduci dalla seconda faida di Secondigliano

Nel corso degli anni la Procura di Napoli ha prodotto faldoni su faldoni contenenti i dettagli sulle inchieste sul clan Di Lauro di Secondigliano. Dettagli che hanno disvelato un mondo fatto di tradimenti, omicidi, punizioni, droga e omertà. Sono stati sequestrati conti segreti, denaro contante, aziende e maxi carichi di cocaina e di armi. Ma quello che a un rapido sguardo può aiutare, in parte, a capire la potenza del clan di Paolo Di Lauro (in carcere dal 2005) e dei suoi figli può essere la lettura dei libri contabili ritrovati nei rifugi degli arrestati negli anni. Libri che gli affiliati nascondevano perché sapevano che con quelli poteva cadere tutto il «sistema». Un sistema basato su una montagna di soldi frutto soprattutto dello spaccio, il fronte di maggior profitto per il clan di «Ciruzzo o’ milionario».

Dalle carte dei procedimenti giudiziari si apprende così che a maggio 2010, dopo la cosiddetta «seconda faida di Secondigliano» una sola piazza, quella del rione ‘Terzo Mondo’ era capace di generare un giro d’affari di 2.685.475 euro, che al netto dei costi fruttava al clan un guadagno di quasi un milone di euro, 870.795 per la precisione. La scoperta è stata fatta dagli inquirenti dopo il ritrovamento di 172 block notes utilizzati per registrare le entrate e le uscite in denaro e le dosi di droga consegnate ai singoli spacciatori. Nella sola giornata del 16 giugno 2010, scrivono gli inquirenti, la rete di spacciatori riusciva a collocare sul mercato 1498 dosi di cocaina e kobrett, per un ricavo lordo di euro 39.800. Un giro d’affari enorme, da far invidia anche a una multinazionale. Nonostante le batoste ricevute nella prima e seconda faida.

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