martedì, Novembre 29, 2022
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Aria pesante a Pianura dopo la morte di Covelli: boss in fuga dal quartiere

I responsabili spaventati da una possibile reazione dello Stato e dei clan rivali

C’è un’aria pesante a Pianura dopo la morte di Andrea Covelli, ritrovato venerdì scorso senza vita in un’area boschiva in via Pignatiello. Una morte assurda quella di Andrea, che non era legato a nessun gruppo criminale e che di quella vita non faceva parte. Era un onesto lavoratore ma sarebbe stato ucciso solo per una vendetta trasversale di qualche clan in zona. Oppure per una questione di «sconfinamento» territoriale. Gli investigatori sono al lavoro su tutte le piste possibili e immaginabili, anche se per il momento non ci sarebbero ancora indagati.

Aria pesante, dicevamo, perché da un lato c’è la famiglia giustamente distrutta che chiede solamente di sapere cosa sia successo realmente e perché. Chiede giustizia la mamma Rosaria. «Mio figlio, vittima innocente dei baby boss, voglio giustizia» ha detto a Dario Del Porto di Repubblica. «Mio figlio era un bravissimo ragazzo» ha sottolineato. Molto scossa anche la comunità che conosceva il 27enne, un velo di tristezza avvolge i cittadini di Pianura ancora una volta messi davanti a una triste realtà.

Aria pesante, infine, per i clan di camorra locali

L’omicidio di Andrea potrebbe rivelarsi un boomerang per chi l’ha messo in atto. Proprio perché «vittima innocente», le forze dell’ordine stanno provando a intensificare gli sforzi e assicurare gli assassini alle patrie galere. Non si può morire così, in nessun caso. A maggior ragione se di quel mondo non ne fai parte. Tra le persone circola la voce che i «boss» del rione a Nord di Napoli, dopo aver visto il clamore mediatico scatenato dall’accadimento, abbiano iniziato ad aver paura delle conseguenze.

Per qualcuno i boss sarebbero addirittura in fuga per sfuggire dalla pressione dei clan rivali e delle indagini affidate alla squadra mobile con l’aiuto dei commissariati Pianura e San Paolo. Avrebbero timore della reazione a un omicidio tanto efferato quanto assurdo. Intanto non è ancora stata stabilita la data dell’autopsia che dovrà accertare come e quando è morto il 27enne. Solo dopo tutti gli esami la famiglia potrà riavere il corpo del congiunto e procede con la sepoltura.

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