Il Wwf: non è possibile avvelenare decine di alberi solo per risparmiare sulla manodopera per tagliare un po’ di erba secca nelle aiuole

Prima c’erano alberature di Albizia poi, sedici anni fa, il sindaco di allora (n.d.r. Luigi Iaccarino) decise di eliminarle tutte e sostituirle con gli aranci amari (Aurantium bigardia). La decisione suscitò animose proteste tra i cittadini, ancor di più dopo che il WWF scoprì la giustificazione ufficiale data dal comune che, oltre a lamentare danni al marciapiede e “situazioni di estremo disagio e pericolo per l’incolumità dei pedoni”, tirò in ballo rimostranze dei commercianti connesse ad “intrusioni di animali di grossa taglia” che – a detta dell’ufficio tecnico –  “utilizzavano i rami delle albizie come corsie preferenziali per il raggiungimento dei propri scopi!”

Insomma secondo il comune la situazione era insostenibile: cittadini e pedoni in grave pericolo di vita per le radici degli alberi, animali di grossa taglia che andavano e venivano su e giù per le abitazioni, nonché commercianti che non riuscivano a sbarcare il lunario a causa delle albizie sui marciapiedi. Non restò che toglierle tutte. Il comune assicurò tuttavia che si sarebbe provveduto ad una nuova allocazione presso un terreno di proprietà comunale.

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Le 35 albizie quindi furono rimosse e morirono tutte dopo poco, nonostante un tentativo di reimpianto altrove. Al loro posto apparvero degli aranci gnomi, al costo di 26.000 euro. I nuovi alberi si mostrarono da subito una scelta infelice, non offrendo allo stesso modo tutta una serie di importanti funzioni svolte da quelli precedenti (ombra, ossigenazione, purificazione dell’aria, assorbimento di CO2, ecc.).

Il WWF ha da sempre criticato la scelta di tali alberi per le trafficate strade della penisola sorrentina. Tra i tanti svantaggi della scelta di tali piante di arancio c’è proprio la lenta crescita. Questi alberelli, che andrebbero valorizzati e tutelati nei loro contesti agricoli e non a bordo strada, vengono scelti perché non alzano i marciapiedi, non levano la luce, non fanno ombra, non sporcano, non arrecano alcun fastidio.

Nel corso degli anni circa la metà degli alberi di arancio posizionati sul Corso Italia sono seccati e sono stati progressivamente sostituiti da nuovi “stecchini”, con un turn-over senza precedenti. Quelli superstiti, dopo ben sedici anni, avevano sviluppato una dimensione accettabile e iniziavano a fare qualche grammo di ombra. Ma stranamente, durante il lock-down, numerosi aranci del Corso Italia hanno iniziato a disseccare come ha prontamente documentato il WWF su segnalazione dei cittadini.

Cosa è successo? Alla base degli alberi l’erba è ingiallita e seccata velocemente, per cui si ipotizza sia stato utilizzato, come accade ormai da anni nelle strade cittadine, un potente diserbante sistemico che ha raggiunto anche la chioma delle piante. Da qui la perdita repentina di tutte le foglie!

E’ assurdo, a Piano di Sorrento non ne azzeccano una nella gestione del verde – dichiara Claudio d’Esposito presidente del WWF Terre del Tirreno –  Non è possibile avvelenare decine di alberi solo per risparmiare sulla manodopera per tagliare un po’ di erba secca nelle aiuole! Il verde, curato attualmente dall’assessore Marco d’Esposito, sembrerebbe un capitolo difficile. Si continua ad affidarsi a ditte improvvisate e senza professionalità. A Villa Fondi con un finanziamento di circa 8000 euro – ottenuto grazie ad un progetto del WWF – una ditta scelta dal comune ha piantumato, in modo discutibile e a distanze discutibili, alberi di terza scelta, con patologie, gravi ferite, disseccamenti e in un periodo assolutamente non idoneo, tant’è che dopo pochi mesi alcuni alberi sono morti, altri si sono inclinati col vento non avendo idonei tutori! Ormai ci siamo quasi abituati a vedere abbattersi alberelli messi a dimora appena l’anno prima! Non è andato meglio con un altro finanziamento di circa 165.000 euro, inizialmente bloccato dal WWF che scrisse alla regione sottolineando come col pretesto di piantare nuovi alberelli si abbattevano pretestuosamente quelli preesistenti! Stavolta per il progetto, coordinato da un agronomo, ci si è affidati ad una ditta di Casoria (risultata la migliore (!) per il dirigente Cannavale) che non ha saputo nemmeno riconoscere le specie richieste nel bando! Un esempio per tutti: in via delle rose nel sostituire i Prunus serrulata kanzan giapponesi, dai vistosi fiori rosa, sono stati forniti alberelli di altra specie, ovvero Prunus pisardii dalle foglie color amaranto, spacciandoli per ciliegi giapponesi. Nelle case popolari della Trinità dopo aver provveduto a piantare cinque nuovi alberelli, si è provveduto a fare pulizia dell’area verde eliminando a raso decine e decine di piante e riportando l’area… “a grigio”. E’ un navigare a vista, o meglio… a svista!

Intanto ci si continua ad ammalare di mal-aria, principale causa dell’insorgere di patologie asmatiche e tumorali. I tabulati con le analisi sull’inquinamento dell’aria provocato dai gas di scarico delle auto, nei punti nevralgici del traffico veicolare a Piano di Sorrento, sono ormai noti grazie esclusivamente alle centraline messe in funzione dagli attivisti del movimento 5 Stelle.

Gli alberi nelle città sono la nostra ultima ancora di salvezza e la loro cura dovrebbe essere una priorità. Non possono essere una moda come i vestiti o le automobili! Essi sono creature viventi che nascono, crescono e muoiono, proprio come noi. I tempi sono maturi per pianificare una gestione razionale ed oculata di tutto il Verde urbano ed è auspicabile un Piano del Verde che detti, una volta e per tutte, indirizzi programmatici e di tutela del patrimonio arboreo del nostro paese. E’ auspicabile, certo, ma non è detto che accada, se a gestire il settore non arriverà qualcuno competente in materia! Il futuro delle città e nella riforestazione urbana… non certo in nuove strade, auto e parcheggi.