Il mercato nero del calcio illegale.

Un giro d’affari così grande non poteva non attirare le attenzioni della camorra. Parliamo della cosiddetta “pezzotto tv” e di Franco Maccarelli, indicato dalla finanza come il genio che dal suo ufficio in una delle torri del Centro direzionale, e attraverso i suoi continui viaggi a Malta, luogo strategico per i traffici Iptv (internet protocol television), avrebbe venduto, secondo gli inquirenti, flussi televisivi pirata a milioni di utenti europei.

Ma, come riporta un articolo del ‘Mattino’, a firma del collega Leandro Del Gaudio, quando i soldi che riesci a girare e far girare sono così tanti, inevitabilmente qualche nemico finisci col creartelo. E, secondo quanto emerso dalle indagini, Maccarelli si sarebbe dovuto guardare da più di un pericolo. Infatti, a voler mettere le mani sull’affare sarebbe stato prima di tutto il clan Lo Russo. Ed è lui stesso a confermarlo in una conversazione Skype fatta con l’utente Akerisat, al momento non ancora identificato. Mostrando l’articolo di una sparatoria al suo interlocutore, avrebbe voluto sottolineare la portata dell’estorsione ricevuta da parte del cartello camorristico di Miano.

Ma non solo. Infatti, tra i nemici più pericolosi per Maccarelli ci sarebbero i suoi ex soci. Miki Matrix, Megaloman. Una sorta di “scissionisti del pezzotto” in grado addirittura di alterare l’andamento del mercato Iptv, con prezzi per gli utenti finali di soli 2,5 euro al mese per poter vedere tutto ciò per cui, inizialmente, ne servivano 20.