L'armatore Vincenzo Onorato

di Giancarlo Tommasone

Ancora una volta Mauro Pili, ex governatore della Regione Sardegna, punta il dito contro Tirrenia, compagnia di navigazione del patron napoletano Vincenzo Onorato. Lo scontro è annoso, ma ci soffermeremo sull’ultima battaglia scoppiata per le tratte da e verso la Sardegna.

Pili, leader del Movimento Unidos,
ha prima lanciato l’allarme
su Facebook, dopodiché ha avviato
una petizione sulla piattaforma
change.org, con cui si chiede
lo stop Alla convenzione
tra lo Stato e la tirrenia

Mauro Pili

Alla base ci sono i prezzi troppo alti praticati da Tirrenia, rispetto ad esempio a Grimaldi e addirittura a Moby, che fa parte del gruppo armatoriale Onorato. In sostanza, si chiede Pili: perché una compagnia che riceve aiuti statali, quantificati in 73 milioni di euro, pratica prezzi così alti rispetto ai concorrenti? Nello specifico, afferma, «i biglietti alle stelle sono tra i responsabili di una stagione turistica duramente penalizzata. Un nucleo familiare, due adulti e due bambini, nella tratta Genova-Olbia, andata e ritorno sono costretti a pagare oltre 1.000 euro».

La petizione di Mauro Pili contro la concessione a Tirrenia

Al momento la campagna anti-Tirrenia
ha già trovato il sostegno di più di 3.300 firmatari

L’ex governatore della Sardegna chiede al Governo di revocare la convenzione «in base all’art.15 e connessi». La richiesta è diretta, naturalmente, al ministro dei Trasporti ed delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Pili mette il dito nella piaga, ponendo l’accento sulla situazione attraversata dal gruppo Onorato. A partire dal declassamento del titolo Moby che ha subìto un vero e proprio crollo passando, alla fine di maggio scorso (periodo a cui si riferiscono i dati), dal 91% al 78% del valore di emissione.

Il gruppo si trova inoltre
ad affrontare altre due questioni
di non poco conto

La prima è rappresentata dalla sanzione ricevuta di recente dall’Antitrust italiana, per abuso di posizione dominante proprio sulla linea con la Sardegna; la seconda ha a che fare, invece, con la procedura della Commissione europea, che lavora per accertare se i fondi pubblici ricevuti da Tirrenia, possano essere considerati o meno aiuti di Stato. Le partite su questi fronti sono ancora da giocare, c’è però da annotare che l’ammenda di 29,2 milioni di euro è stata «congelata». Per Moby e Cin (Compagnia italiana di navigazione), infatti, lo scorso luglio è arrivata la sospensiva relativa al pagamento della maxi-multa. Lo ha deciso il Tar Lazio.

I punti focali della petizione di Mauro Pili

Ma tornando a Pili, nella sua battaglia contro Tirrenia, il leader di Movimento Unidos sposta l’attenzione anche sulle unità utilizzate dalla compagnia. Le navi sarebbero vetuste, e Pili chiede che si effettuino controlli immediati sullo stato di sicurezza delle imbarcazioni.

Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli

C’è di più, «il Governo precedente ha  consentito ad Onorato di non pagare le rate d’acquisto della Tirrenia con il differimento del pagamento di 180 milioni di euro ancora in sospeso per l’acquisto della compagnia; il pagamento è stato differito e suddiviso in tre rate. Onorato non ha pagato nemmeno la prima rata di 55 milioni di euro prevista per aprile 2016», è scritto nella petizione.

Onorato, dunque, patron
del navigare italiano, si ritrova
di nuovo sotto il fuoco nemico.
E tanto per non cambiare,
i mari su cui si combatte
la battaglia sono ancora
quelli della Sardegna

Singolare il fatto che sulla stessa piattaforma utilizzata da Pili, Vincenzo Onorato, tre settimane prima di lui, abbia fatto partire una petizione per la raccolta di firme in difesa del lavoro marittimo italiano.

La campagna del «navigare italiano»

«Le navi che battono bandiera italiana, in regolare servizio tra Paesi comunitari, devono imbarcare personale italiano o comunitario per accedere alle agevolazioni fiscali previste dallo Stato», è scritto, tra le altre cose, nella «richiesta» rivolta a Toninelli.

La petizione presentata da Vincenzo Onorato

Una mossa che sa di gioco d’anticipo. In questo momento, l’armatore napoletano risulta essere attaccato su diversi fronti, attacchi di natura essenzialmente politica. Oltre all’aperto sostegno del sindacato Federmar-Cisal e di alcune associazioni di marittimi, tra cui quella corallina di Marittimi per il futuro, Onorato ha provato a trovare la sponda del M5S, per portare avanti la campagna del navigare italiano.

Al momento non si è concretizzato ancora il supporto dei grillini, che non dimentichiamo, poco prima del voto delle Politiche, durante uno degli ultimi appuntamenti elettorali, con Grillo, Di Maio e compagnia cantante, avevano toccato proprio Torre del Greco, mostrandosi sensibili alle ambasce vissute dai marittimi italiani.
A questo punto c’è da chiedersi pure, come si porrà il ministro pentastellato Toninelli, sia rispetto alla petizione di Onorato sia a quella di Pili.