Ieri il blitz a Napoli est, che ha portato a 34 arresti.

Una donna non concede la precedenza al corteo di auto guidato dalla vettura del boss Umberto Luongo e un commerciante finisce pestato anche a colpi di casco dalla scorta del clan solamente per averne preso le difese: la forza intimidatrice del clan Luongo, sgominato ieri dalla DDA e dai carabinieri, emerge anche da un episodio contenuto nelle 754 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Napoli Chiara Bardi.

Il fatto risale all’agosto 2018, quando un commerciante di San Giorgio a Cremano (Napoli) ha denunciato ai Carabinieri di essere stato percosso per essere intervenuto a difesa di una donna che aveva avuto un diverbio con Luongo e alcuni suoi sodali. Lei, infatti, si era rifiutata di dare la precedenza all’auto blindata su cui viaggiava Luongo seguita dagli scooter che gli facevano da scorta. L’uomo intervenuto a difendere la donna è stato preso a schiaffi, pugni al volto e colpito alla testa con i caschi. Un pestaggio feroce, in piena regola, seguito da urla e le minacce di far saltare in aria il negozio nel quale la vittima si era rifugiata per sfuggire alle botte.

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Un contribuito importante è stato fornito anche dalle immagini dei sistemi di video sorveglianza dell’esercizio commerciale e dalle testimonianze oculari.