L'ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli (foto di repertorio)

Dalle scorse ore si fanno i conti anche con quanto emerso al Santa Maria delle Grazie e al Monaldi

Va detto subito: si tratta di numeri contenuti rispetto (90 casi) a quelli che, ad esempio, (si sono registrati) e si continuano a registrare  in alcuni ospedali della Lombardia. Ma anche a Napoli e nella provincia partenopea, c’è allarme per i contagi di Covid-19 tra il personale dei nosocomi. Ultimo caso emerso con forza, quello del Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli.

Situazione al Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli

Qui, secondo gli ultimi dati disponibili, sono risultati positivi in totale, una trentina tra medici, infermieri e operatori socio-sanitari (oltre a una dozzina di pazienti). La situazione ha portato alla decisione di affiancare la direttrice dell’ospedale Concetta Sarnataro, con la ds dell’Asl Napoli 2 Nord, Monica Vanni. Bisognerà infatti fare luce sull’origine del focolaio e cercare di intervenire (il rispetto del protocollo, relativo anche alla sanificazione, è già partito) affinché non si registrino ulteriori casi. Si indaga per comprendere cosa non abbia funzionato nella macchina organizzativa del nosocomio. Sotto la lente, in primis, il reparto di Medicina, dove sono risultati positivi il primario, altri tre medici, infermieri e operatori socio-sanitari. In tutto, compresi i 13 pazienti, si giunge alla somma di 40 contagiati.

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I casi registrati al Monaldi

Allarme anche al Monaldi. Qui, a risultare positivi al coronavirus, un primario, 4 infermieri e un addetto alle pulizie. Il contagio, come ha spiegato il direttore generale dell’Azienda dei Colli, Maurizio Di Mauro, è avvenuto in seguito al ricovero di un paziente «nel reparto di Medicina interna che non aveva problemi legati all’infezione da Covid-19, ma per altre patologie. Tra l’altro era stato sottoposto preventivamente a due tamponi risultati entrambi negativi».

Durante il ricovero in ospedale, il paziente ha mostrato sintomi riconducibili al coronavirus cosa che ha reso necessario effettuare un terzo tampone che ha dato esito positivo. Sono stati così accertati anche i casi di contagio tra il personale del reparto, a cominciare dal primario. Questo, ha sottolineato Di Mauro, «a prescindere dai dispositivi di protezione individuali, che vengono usati sempre». Tutto il personale è stato messo in quarantena «e – ha detto ancora Di Mauro – abbiamo avviato tutte le procedure per accertare che il contagio non fosse andato oltre».

L’infermiere del Cotugno

Relativamente ai casi rilevati nei nosocomi napoletani, c’è pure da segnalare quello dell’infermiere del Cotugno, ospedale che come ribadito anche da network internazionali, rappresenta un esempio planetario per la lotta al Covid-19. Nei giorni scorsi, invece, è emersa una situazione assai più preoccupante, al Cardarelli.

I numeri dei contagi al Cardarelli

«Dai dati certificati e verificabili in possesso dell’Azienda risultano monitorati con test rapido 1.600 dipendenti, dei quali solo 40 sono risultati non negativi e quindi sottoposti a tampone rinofaringeo», ha spiegato, attraverso una nota, l’Azienda ospedaliera Cardarelli.

La situazione al San Leonardo di Castellammare

Ritornando in provincia, sul fronte dei contagi all’interno dei nosocomi, c’è da evidenziare quanto si registra nell’ospedale San Leonardo di Castellammare. Sette medici e sette infermieri sono risultati positivi al Covid-19. Quanto accaduto ha portato alla sostituzione del direttore sanitario dell’ospedale, Mauro Muto. Al suo posto, alla guida del drappello stabiese, è stata incaricata la dottoressa Rosa Santarpia, che è affiancata dal professor Pietro Di Cicco.

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