Il presidente-dg dell’Eav sogna la successione al sindaco de Magistris, ma difficilmente otterrà la candidatura

Da qualche giorno assistiamo a una escalation social del presidente-dg di Eav, Umberto De Gregorio, finalizzata probabilmente ad accreditarsi come possibile candidato alle prossime amministrative napoletane in quota Vincenzo De Luca. Un tentativo così scontato da apparire banale sia per la tempistica sia per le modalità. De Gregorio coltiva l’ambizione di succedere a Luigi de Magistris sotto la spinta del governatore, ormai vero e proprio uomo forte del Pd non solo campano ma nazionale, e con l’etichetta di manager risanatore di aziende.

Una velleità che si scontra però con la realtà dei fatti. De Gregorio non ha alcun allure politico. Non è un trascinatore di folle e, al di là degli addetti ai lavori, è un signor nessuno. Inoltre, non ha leadership carismatica in grado di convincere (su questo, il primo de Magistris è davvero di un altro pianeta) e soprattutto è divisivo. Nel Partito democratico come nella società civile.

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Il suo attivismo social, peraltro caratterizzato da toni non sempre rispondenti alla netiquette che un personaggio pubblico dovrebbe osservare, non può sostituire un programma di rilancio della città che chiaramente manca e che forse mai arriverà. Né si può pensare che la costituzione di un gruppo Facebook sia sufficiente ad aggregare le diverse sensibilità che il centrosinistra locale esprime.