Pier Luigi Stefani nel corso di un collegamento con 'Non è l'Arena', e Vincenzo De Luca

L’imprenditore Pier Luigi Stefani ha rivelato che durante la prima ondata di pandemia, aveva proposto alla Regione di fornirsi di dispositivi di protezione individuale a un costo inferiore di oltre il 300% a pezzo

di Giancarlo Tommasone

Il periodo della prima ondata della pandemia è buio e indelebile, e sicuramente è stampato nella memoria di ognuno. Ma, ricorderete pure le lamentele di Vincenzo De Luca, rispetto al numero di mascherine spedite in Campania dal Governo.  «Nullità di forniture arrivate da Roma», denunciava dalla sua pagina Facebook il presidente della Regione, il 25 marzo 2020, in una diretta tra le più accese mai trasmesse. De Luca venne però smentito il giorno dopo, quando la Protezione civile, tenne a sottolineare che alla Campania erano stati consegnati, fino ad allora, «circa un milione di dpi (dispositivi di protezione individuale). Nel dettaglio, si tratta di 788.600mila mascherine, circa 99mila Ffp2 e Ffp3, 109mila guanti in lattice, oltre 3.000 dispositivi e 15 ventilatori per terapia intensiva e sub-intensiva».

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Su questo versante, dunque, regnava il caos assoluto. In quegli stessi giorni, però, alla Regione Campania era arrivata anche un’altra imbeccata, per acquistare mascherine Ffp2 in Corea del Sud, a un prezzo stracciato: 70 centesimi a pezzo, contro i 2,20 euro, che sono costati i singoli dpi importati in Italia, dalla Cina. Di farsi tramite con Seul, per le amicizie e i rapporti che aveva stretto in Corea del Sud, si era offerto l’imprenditore Pier Luigi Stefani (produttore di programmi televisivi e fondatore di Videomusic), che ha descritto nei dettagli ben tre proposte – che avrebbe fatto risparmiare al Paese oltre il 300% sulla fornitura di mascherine -, nel corso di una intervista realizzata da Fabio Amendolara per il quotidiano La Verità, e pubblicata il 10 febbraio.  

«Io non sono un imprenditore del settore, ho solo avuto la possibilità, tramite conoscenze professionali in Corea, dove abbiamo un ufficio, di ottenere la disponibilità per questi prodotti, per i quali non avrei preso alcuna remunerazione. Le aziende sono leader nel settore (Kirin Ltd e Wii Tech corporation), costruiscono ospedali in tutto il mondo e sono di primo piano anche nei forniture medicali», ha spiegato Stefani. Che ha assicurato: «Parliamo di prodotti certificati e io ero certo della qualità del servizio, per questo mi sono mosso. E per i tamponi, kit completo, chi se ne intende mi dice che i prezzi erano straordinari. Molto al di sotto di quanto li ha pagati l’Italia. Ma anche per questa proposta inspiegabilmente non c’è stata risposta». Zero risposte anche per quanto riguarda le altre due proposte, quelle relative a mascherine Ffp2 e linee di produzione a basso costo che «avrebbero potuto portare l’Italia velocemente verso l’autosufficienza da sistemi di protezione individuale».

La proposta di fornitura di dpi a prezzo stracciato, ha raccontato Stefani, è stata fatta anche a Palazzo Santa Lucia, che in quei giorni – l’abbiamo scritto all’inizio del pezzo – era ai ferri corti col Governo, accusato da De Luca di non inviare sufficienti dispositivi di protezione. «Sulle mascherine c’è stata una grandissima speculazione a tutti i livelli – ha sottolineato l’imprenditore -. Io ho dato a tutti quelli che avevo contattato (Assolombarda, Regione Toscana, Regione Campania e senatore Mallegni, ndr) i contatti delle società e ho detto solamente che se qualcuno aveva problemi con l’inglese avrei fatto da tramite, però solo questo, e non ho pensato in nessun modo di guadagnarci. Per questo ho passato le informazioni così come le avevo ricevute e mi aspettavo che qualcuno telefonasse all’ambasciata italiana a Seul per chiedere informazioni sull’azienda e che a seguito di questo che qualcuno si fiondasse su un aereo per firmare i contratti e predisporre la fornitura».

Dopo l’uscita dell’articolo de La Verità, nessuno e tanto meno la Regione Campania, ha smentito quanto affermato dall’imprenditore, ne ha minacciato querele. Siccome le dichiarazioni che ha reso danno la cifra dell’enorme risparmio, in termini economici, che ci sarebbe potuto essere e non è stato, c’è da chiedersi: relativamente ai contatti con Palazzo Santa Lucia, con chi si è interfacciato Stefani?Con l’Unità di crisi o Comitato tecnico scientifico che dir si voglia?Ha parlato della proposta con un consigliere o con un consulente di De Luca, ad esempio, con Enrico Coscioni?Ha parlato direttamente con De Luca? Chi è che anche a titolo informativo, o speculativo, avrebbe potuto contattare le aziende di Seul, e non lo ha fatto? Sono tutti chiarimenti che Palazzo Santa Lucia è chiamato a fornire.

Come pure, lo stesso De Luca, il «piangina» delle mancate forniture, perché non ha mai parlato della proposta «coreana»? Proposta che – lo ribadiamo – avrebbe fatto risparmiare oltre il 300% di quanto speso, e avrebbe dato autosufficienza, in termini di copertura di dpi, alla Regione, in un momento topico per la popolazione, come quello della prima ondata di Covid.

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