martedì, Novembre 29, 2022
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Per Maresca chi occupa commette reato: Manfredi sui centri sociali non dice niente?

Verso le elezioni comunali a Napoli, tra i temi da affrontare anche quello degli spazi in ostaggio dell’universo antagonista

di Giancarlo Tommasone

Stylo24, praticamente in solitaria, negli ultimi anni, si è occupato della valenza politica dei centri sociali a Napoli. Valenza politica intesa non come semplice ideologia che emana dagli ambienti antagonisti, quanto sostegno elettorale che può giungere – ed è giunto – dall’universo degli spazi occupati. Fulgido esempio è rappresentato dal laboratorio Insurgencia di Via Vecchia San Rocco, che è stato tra i fattori determinanti per la riconferma di Luigi de Magistris alle elezioni amministrative del 2016.

Il poltronificio Insurgencia

Vorremmo ricordare che Insurgencia, ai tempi del rapporto idilliaco con il sindaco, tra gli altri, ha espresso a Napoli: consiglieri comunali (Rosario Andreozzi, Eleonora De Majo, Pietro Rinaldi), assessori (Laura Marmorale e la stessa De Majo, promossa delegata alla Cultura), il capo di Gabinetto di Città Metropolitana (Rinaldi, appunto), il presidente della III Municipalità di Napoli, Ivo Poggiani, l’assessorino, sempre della III Municipalità, Egidio Giordano (compagno della De Majo).

La querelle a distanza sui centri sociali occupati
tra Catello Maresca e Luigi de Magistris

La lunga premessa era doverosa, anche perché l’argomento relativo ai centri sociali occupati, nelle scorse ore è tornato di attualità, affrontato dal candidato sindaco del centrodestra, magistrato in aspettativa, Catello Maresca. «Sulla storia dei centri sociali vale la pena spiegare che alla domanda di un giornalista su cosa ne pensassi di chi invade edifici pubblici e li occupa abusivamente per fini non leciti, ho risposto che bisogna chiamare la forza pubblica, far sgomberare e denunciare. Che siano centri sociali, centri asociali o componenti della bocciofila, per me che sono uomo di legge cambia poco. Un reato, se reato è, va perseguito. Se far rispettare la legge è di destra, allora sono di destra. Questi slogan, non si offenderà il sindaco, a me fanno ridere», ha detto Maresca, replicando alle accuse di de Magistris.

Giggino, e non poteva essere diversamente, l’aveva messa sul piano politico spiccio e del populismo, e sulla difesa degli ex alleati. «Se la priorità di Maresca – ha detto la fascia tricolore – non è la lotta alla camorra e lo spezzare i legami tra camorra e politica, ma fare la lotta ai centri sociali e ai ragazzi della nostra città, questa è una posizione di destra molto ideologica e conferma come la sua candidatura sia fortemente orientata in un certo perimetro politico».

Il silenzio di Gaetano Manfredi
su Mezzocannone Occupato

Mentre si consuma la polemica, va rilevato il silenzio assordante del candidato sindaco del centrosinistra, l’ex rettore Gaetano Manfredi. Eppure di spazi occupati abusivamente dagli antagonisti dovrebbe saperne forse più del suo competitor, visto che per anni, da un osservatorio privilegiato qual è il Rettorato di Corso Umberto I, sicuramente ha potuto avere contezza di Mezzocannone Occupato. Di cosa si tratta? Del centro sociale che fa capo proprio al collettivo Insurgencia e che «riempie» gli spazi della Federico II. Spazi praticamente tolti agli studenti dell’università napoletana: una lesione della libertà e dei servizi (a cominciare dalla mensa), di fatto negati ai laureandi.

Tutto a un tiro di schioppo dal Rettorato, dagli uffici in cui per anni ha esercitato Manfredi, prima di lasciare l’incarico per essere nominato ministro. Se in tutto questo tempo, l’allora rettore, ha avuto contezza e di fatto «tollerato» quanto avveniva sotto i propri occhi, la prospettiva di vederlo eventualmente a Palazzo San Giacomo fa sorgere qualche dubbio sulla sua effettiva volontà di cambiare improvvisamente registro.

Da qualche giorno, però, il candidato sindaco dei giallorossi (Pd, M5S e Leu) si trova a fare i conti con un’altra grana, che spunta sempre dal suo passato di rettore. La questione è stata riportata all’attenzione proprio dal nostro quotidiano, e si riferisce al contenzioso tra Federico II e Palazzo San Giacomo. Il record di ente più moroso, sul fronte della riscossione della Tari, nei confronti del Comune di Napoli, appartiene all’università per anni guidata da Manfedi.

Il contenzioso sulla tassa dei rifiuti
tra Federico II e Comune di Napoli

La questione risale al 2017, quando Piazza Municipio fa presente all’Ateneo federiciano, che ha un debito complessivo di 69 milioni di euro, per la tassa sui rifiuti; debito contratto con il Comune in dieci anni, dal 2008 al 2017. Si tratta di ventiquattro milioni nel periodo 2013-2017, e di 45 milioni dal 2008 al 2012. Nel 2017, il rettore della Federico II, è Gaetano Manfredi. Lo è diventato il primo novembre del 2014. Relativamente alla vicenda, ieri, la Federico II ha diffuso un comunicato, sottolineando che «ha in essere con il Comune di Napoli un contenzioso sulle modalità di calcolo della tassa dei rifiuti (Tari/Tares) esclusivamente a far data dall’anno 2013, durante il rettorato Marrelli».

Leggi anche / Il corto circuito
Federico II-Comune
sulla candidatura di Manfredi

L’Ateneo ha, infatti, impugnato gli avvisi relativi alla tassa sui rifiuti, emessi dal Comune di Napoli per gli anni 2013-2018, per i quali i giudizi sono ancora pendenti. Affrettandosi a produrre e a diffondere la nota, la Federico II, il cui rettore è Matteo Lorito – amico di Manfredi, lo ha detto lui, ndr – si è schierato apertamente a sostegno della candidatura a sindaco del suo predecessore all’Ateneo, ha di fatto riconosciuto l’esistenza del contenzioso. Che, va pure detto, ha influito per decine di milioni di euro, a causa dei mancati versamenti della tassa, sul «debito storico» di Piazza Municipio, che una decina di giorni fa, aveva fatto fare un passo indietro a Gaetano Manfredi.

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