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di Francesca Iervolino

Ivan Vadori, giornalista free lance di origini friulane, ci regala attraverso “La voce di Impastato” un ritratto sentito e accorato della figura di Peppino Impastato. Pagina dopo pagina il volume, edito da nuovadimensione, ci racconta come la Cinisi di oggi sia tuttora impregnata della presenza e della memoria di Giuseppe Impastato, detto Peppino; ad ogni angolo, ad ogni strada o piazzetta la presenza di Peppino si avverte, si sente, si percepisce in tutta la sua dirompente potenza. Molteplici i temi toccati da Vadori: si parte dalla mafia Palermitana, si passa a quella di Roma capitale per arrivare alle Mafie del Nord, non meno forti di quelle del martoriato Sud.

Vadori analizza la figura di Impastato, punto focale del libro, quale attivista, giornalista nonché fondatore di Radio Aut. L’immagine di Peppino, divenuta icona antimafia, viene così scomposta nelle sue molteplici sfaccettature sino alla tragica notte tra l’8 e il 9 maggio del ‘78, quella “notte terribile” in cui Impastato fu barbaramente picchiato, colpito con delle pietre, legato e infine fatto esplodere con un consistente quantitativo di tritolo sui binari della ferrovia Palermo-Trapani. Quella notte, insieme a lui, si disintegrarono tutti i suoi ideali di legalità e giustizia: ancora una volta la Mafia, collusa con la Politica, aveva vinto. All’interno del volume sono presenti numerose testimonianza di chi ha conosciuto Impastato, dei suoi familiari e di chi ne ha condiviso le idee. Felicia Impastato, Sandro Vitale, Don Luigi Ciotti ci parlano così di un Peppino intelligente, passionale, che sapeva cogliere l’aspetto ironico e simpatico delle cose; un ragazzo sveglio e “impudente”, che tanto aveva osato contro i mafiosi.

 

L’inchiesta giornalistica di Vadori prosegue dunque con le ulteriori testimonianze di chi la mafia la combatte da sempre con dedizione, sacrificio e passione: il Magistrato Franca Imbergamo, Lirio Abate, Gian Carlo Caselli, Sandro Ruotolo, Danilo Sulis ci parlano del loro lavoro; i “buoni” ci raccontano come combattono giorno per giorno i “cattivi”, rischiando la propria vita per quegli stessi ideali che Peppino difendeva e in cui credeva ciecamente. Il volume rappresenta pertanto un unicum nel suo genere non solo per le molteplici testimonianze e per la dovizia di notizie con cui sono raccontate le dinamiche mafiose, ma soprattutto perché i capitoli sono arricchiti e accompagnati dalle fotografie di Elia Falaschi.

La voce di Impastato” dunque rappresenta una tappa necessaria soprattutto per i giovani e per chiunque voglia conoscere la storia di Peppino e di tutto ciò che è stato fatto in seguito alla sua morte per conservarne la memoria. “Vogliamo mostrare e dimostrare che esiste un’altra strada , che esiste una Sicilia migliore, sana, onesta che non si piega e che reagisce”.