Antonio Pentangelo, Adolfo Greco e Luigi Cesaro

L’inchiesta ex Cirio, il racconto (intercettato) dell’imprenditore al suo socio Antonio Polese

Inchiesta ex Cirio, tra gli episodi di corruzione contestati dalla Procura, c’è pure quello della presunta dazione da parte di Adolfo Greco, di una somma di 10mila euro. L’imprenditore l’avrebbe consegnata a Luigi Cesaro, alla presenza di Antonio Pentangelo, mentre i tre si trovavano nella casa di Greco, a Castellammare di Stabia, nelle prime ore del 26 maggio del 2015 (le elezioni regionali si terranno il 31 dello stesso mese). Dalle intercettazioni relative a un dialogo che intercorre tra Greco e il suo socio, don Antonio Polese (deceduto il primo dicembre del 2016) – argomentano gli inquirenti – emerge «un altro dato che merita di essere evidenziato. Greco narrava a Polese che era stato lo stesso Pentangelo a suggerirgli, che era il momento buono per sdebitarsi con Cesaro». «Disse Antonio Pentangelo: “Adolfo, tu dicesti che volevi… e mo’ è il momento buono”. E così fu fatto», racconta Greco a Polese (noto al pubblico televisivo come il boss delle cerimonie).

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Peraltro – è riportato nero su bianco nell’ordinanza a firma del gip Mariaconcetta Criscuolo -, alcuni giorni prima dell’incontro con Cesaro, «presso l’abitazione di Greco, quest’ultimo aveva contattato l’amministratore della PolGre (non indagato nell’inchiesta in oggetto, ndr), e gli aveva comunicato con linguaggio criptico che avrebbe preso la somma di 10.000 euro per fare “il servizio” di cui aveva parlato la settimana precedente».

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E’ verosimile – sottolineano i magistrati – che la somma richiesta da Greco all’amministratore della PolGre, «dovesse servire per compensare Cesaro. Depongono in tal senso la contiguità temporale tra i due fatti: in data 20 maggio 2015, Greco chiedeva la somma di 10mila euro all’amministratore e il 26 maggio 2015, consegnava a Cesaro la somma. E la coincidenza dell’importo di 10mila euro».

Ma da dove trae origine la dazione ammontante a 10mila euro? Dal fatto che «Luigi Cesaro aveva risolto (a Greco e Polese) un problema veramente grande, perché aveva “tolto dalle mani” del Comune di Castellammare il procedimento per la riconversione dell’area ex industriale (la Cirio, ndr) nominando un commissario che era “persona sua”», sostengono gli inquirenti.

I numeri dell’inchiesta

Tornando all’inchiesta in oggetto, agli arresti domiciliari sono finiti Adolfo Greco, Antonio Elefante, Maurizio Biondi, Vincenzo Campitiello, Marcelo Ciofalo e Vincenzo Colavecchia. Obbligo di firma per Angelina Annita Rega (moglie di Greco). Per gli onorevoli di Forza Italia, Lugi Cesaro e Antonio Pentangelo, l’esecuzione delle rispettive misure cautelari è stata sospesa in attesa dell’autorizzazione della Camera di appartenenza. Gli indagati in totale, sono 12.