(Nelle foto gli indagati Tullio e Adolfo Dannier)

Svelato l’asse con i Dannier-La Monica, sull’affare l’ombra del clan Di Lauro: «Dall’Olanda erano arrivati 45 chili di “neve”»

di Luigi Nicolosi

Il traffico di cocaina sancisce inedite e temibili alleanze. Un asse in grado di smerciare centinaia di chili di “neve” dalla Colombia a Napoli, passando per la Spagna. Ed è proprio nel capoluogo campano che si sarebbe venuto a instaurare un nuovo patto criminale tra il gruppo Dannier, costola dei Di Lauro di Secondigliano, e i Caldarelli di piazza Mercato, storica ramificazione della famiglia Mazzarella da sempre dedita allo spaccio di droga. L’inquietante retroscena emerge tra le pieghe dell’inchiesta che pochi giorni fa, con l’esecuzione di ben sedici arresti, ha portato alla disarticolazione del cartello di narcos che tra il 2017 e il 2018 ha macinato affari milioni e milioni di euro.

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Sfogliando i capi di imputazione contenuti nel provvedimento cautelare si scopre così del coinvolgimento di Vincenzo e Gennaro Caldarelli, ma anche di Adolfo e Vincenzo Dannier, oltre che di Vincenzo Della Monica, Fabio Iafulli e Alessandro Parisi, con quest’ultimo che è stato però da poco scarcerato dal tribunale del Riesame. In sostanza la holding secondiglianese, secondo la ricostruzione della Procura antimafia, avrebbe posto in essere atti idonei diretti a cedere una imprecisata partita di cocaina, facente parte di un più ampio quantitativo di 45 chili di provenienza olandese detenuta da Della Monica e con il quale si erano accordati per la vendita, «a Vincenzo Caldarelli e Gennaro Caldarelli». L’evento non si sarebbe poi verificato per cause indipendenti dalla volontà degli indagati, «in quanto Vincenzo Dannier (all’epoca detenuto a Secondigliano in regime di semilibertà, ndr), in contatto con Della Monica, fornitore della droga, veniva trattenuto in carcere per aver violato la prescrizioni del regime di semilibertà». Insomma, l’affare è sfumato soltanto all’ultimo minuto.

Secondo la ricostruzione investigativa dei pm, Della Monica sarebbe stato il fornitore, i Dannier i promotori, organizzatori e finanziatori dell’attività, Iafulli l’intermediario, mentre i Caldarelli del Mercato sarebbero dovuti essere i compratori finali del carico di droga. Sull’inchiesta, è però doveroso ricordarlo, pochi giorni fa si è abbattuta una prima tegola. I giudici del Riesame hanno infatti annullato il provvedimento cautelare che aveva portato dietro le sbarre Parisi, parente acquisito dei Dannier, per insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. Un scossa, quella emessa dal tribunale delle Libertà, che potrebbe avere in prospettiva ulteriori ripercussioni anche in vista dell’eventuale rinvio a giudizio.

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