Il boss deceduto Gennaro Licciardi, storico capo dell'Alleanza di Secondigliano

Giacomo Ubaldo Lauro ha parlato del periodo di latitanza trascorso a Napoli e dei collegamenti tra le cosche

Legami «stretti» tra la ’Ndrangheta e il clan Licciardi. A mettere a verbale la circostanza del «patto» di mutuo soccorso, soprattutto per l’appoggio di latitanti, è stato il collaboratore di giustizia Giacomo Ubaldo Lauro, con un passato di militanza nella cosca calabrese Condello-Serraino-Imerti. Nel periodo in cui si diede alla macchia, si trovò a Napoli per molto tempo. «In quel periodo – ha dichiarato il pentito – frequentai stabilmente la malavita locale. Attraverso questa frequentazione ho avuto modo di sapere degli stretti legami tra Mallardo e Contini (referenti per le forniture di stupefacenti di Giuseppe Scuotto) e dei collegamenti con i Licciardi». Le parole dette dal collaboratore di giustizia nel corso della deposizione, sono state riportate in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Roma.

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