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Dalle storie dei detenuti e dei ragazzi processati nei tribunale minorile di Napoli “emerge che spesso sono figli di opportunita’ che non sono state date loro e che bisogna dare, anche quando finiscono negli istituti penali minorili. Dobbiamo stimolare le loro risorse, le loro capacita’ di apprendimento, di emancipazione, per assicurare che questi siano momenti dolorosi ma anche di rinascita sociale e umana di questi ragazzi”. Lo ha detto il presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli Patrizia Esposito a margine del convegno “Strade sbagliate, vie alternative”, svolto al carcere minorile di Nisida in occasione del Concorso letterario per i detenuti “Carlo Castelli”. “Parlo di opportunita’ – ha detto Esposito – anche culturali e quelle nel quartiere sono fondamentali e devono intercettare un momento precedente al nostro intervento che e’ un momento gia’ altamente patologico. Per questo ci aspettiamo che ci siano delle dinamiche di politica sociale che possano incentivare attivita’ laboratoriali, risorse di tempo libero, attivita’ di carattere sportivo che possano intercettare i bisogni di questi ragazzi”.

Patrizia Esposito, Presidente del Tribunale per i minori di Napoli

Il magistrato napoletano ha spiegato che “sono fiduciosa nelle azioni del nuovo governo – ha detto – e il ministro Bonafede si e’ gia’ espresso in questo senso. Le politiche sociali possono avere un impulso importante da parte delle nuove forze governative, questo ce lo auguriamo perche’ la magistratura minorile fa il possibile ma intercetta un momento patologico, appunto. E’ importante che sul territorio vengano attivate le risorse. Salvini? So che ha condiviso delle scelte coraggiose che sono state fatte dal tribunale per i minorenni e mi ha fatto piacere”.

Nel carcere di Nisida premiati i racconti dei detenuti

“La mancanza di ascolto in eta’ adolescenziale e’ uno de temi ricorrenti nei racconti dei detenuti delle carceri italiane a cui abbiamo chiesto una riflessione sulle cause che li hanno portato in carcere, in modo che la progettazione di redenzione sia piu’ mirata”. Cosi’ Antonio Gianfico, presidente nazionale della societa’ di San Vincenzo De’ Paoli che a Napoli, nel carcere minorile di Nisida, ha tenuto la cerimonia di premiazione dell’XI edizione del Premio Castelli. “Una mancanza di ascolto – ha spiegato Gianfico – che questi ragazzi hanno avuto in adolescenza e che li ha portati sulla strada della delinquenza, una mancanza avuta prima di tutto in famiglia, che oggi ha perso il suo modello di riferimento. C’e’ poi anche un ruolo dei media e della scuole da cui puo’ arrivare un contributo per indirizzare percorsi di ascolto degli adolescenti. Emerge anche carenza di luoghi di incontro sani che possano avviare vero la legalita'”.

Le storie del Premio Castelli sono diventate un libro, “Alla ricerca della strada perduta” scritto da centinaia di reclusi che ogni anno partecipano con le proprie opere al concorso letterario, promosso dalla Societa’ di San Vincenzo De Paoli con la collaborazione del Ministero della Giustizia ed il patrocinio di Camera e Senato. Il tema dell’undicesima edizione e’ stato “Un’altra strada era possibile: che cosa cambierei nella societa’ e nella mia vita”. Sono oltre 230 gli elaborati pervenuti alla giuria. Il vincitore del premio e’ il racconto “La mia via”, davanti a “C’e’ sempre un’altra scelta” e al terzo classificato il racconto “Un fiore tra le pietre”.

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