(Nelle foto alcune delle pietanze trovate nelle vetrine e in cucina)

La cucina è stata sorpresa in piena attività per due giorni di fila: nei guai tre persone

di Luigi Nicolosi

Quando gli agenti della polizia locale sono entrati nel panificio di via Pietro Mascagni, nel cuore del Vomero, non potevano credere ai propri occhi. Nonostante il divieto imposto dal Governo per arginare l’emergenza epidemiologica, all’interno delle vetrine erano esposte pietanze di ogni tipo pronte per la vendita al dettaglio, ma soprattutto la cucina era in piena attività, con tanto di chef in azione e pasta con le patate ancora in cottura. A quel punto è scatta l’immediata diffida e il locale è stato sottoposto a chiusura. Ma, e questo è l’aspetto forse più incredibile della vicenda, il copione si è poi ripetuto il giorno dopo. A quel punto per le tre persone sorprese all’interno è scatta l’inevitabile denuncia, la quarantena obbligatoria e il sequestro della cucina.

Protagonista in negativo della vicenda i titolare di “Anema e pane”, noto panificio di via Mascagni, dove l’altro ieri gli agenti dell’unità operativa Vomero-Arenella guidata dal capitano Gaetano Frattini hanno eseguito un primo controllo, scoprendo che in cucina erano in lavorazione polpetta, pasta e patate e altri piatti ancora destinati, secondo gli agenti, alla vendita al dettaglio. La scena si è purtroppo ripetuta anche il giorno successivo, quando a entrare in azione è stata invece l’unità operativa Tutela ambientale diretta dal capitano Enrico Del Gaudio. Preso del mancato rispetto delle prescrizioni stabilite dal Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri per frenare l’emergenza Coronavirus, i caschi bianchi del Comune di Napoli hanno dunque denunciato i tre presenti, compresa la 39enne titolare. La cucina è stata invece sottoposta a sequestro e, a blitz ultimato, è stata prodotta un’informativa già inviata alla Prefettura che adesso valuterà quali sanzioni accessorie emettere a carico dell’attività.