Pasquale Piccolo

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Sono trenta le persone finite in manette ieri nel blitz che ha dato un forte scossone al clan Piccolo-Letizia di Marcianise e ai loro alleati i Perreca di Recale. Tra di loro, anzi, a capo del primo cartello criminale, c’era Pasquale Piccolo, per tutti “Rockfeller”. Da carrozziere a camorrista, in grado, come ricostruisce un articolo del ‘Mattino’ a firma della collega Mary Liguori, di fare tanti di quei soldi da meritarsi un soprannome che è sempre stato tutto un programma. Ma quei 7 anni di carcere, dopo l’arresto avvenuto nel 2009, sembravano averlo cambiato. Una volta uscito pareva avesse voluto cercare rifugio dopo i peccati commessi, nella Chiesa e nel Vangelo. E lo aveva fatto cominciando a pregare. Da mattina a sera, con il gruppo del Rinnovamento nello Spirito Santo. Una intera comunità parrocchiale che, dalla chiesa nel quartiere San Giuliano, quando gli agenti lo hanno portato via in manette, ha mostrato tutto il suo stupore. Ci avevano creduto tutti, tranne la Dda. Per la quale Pasquale Piccolo era sempre “Rockfeller”.

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In primo piano nell’inchiesta ci sono i Piccolo, con Achille, suo fratello e i Letizia. Che proprio nella chiesa di San Giuliano nel 2003 sancirono la loro alleanza con il matrimonio tra Andrea Letizia e Palma Bellopede Piccolo. Trasformando le rispettive famiglie in un unico cartello criminale in guerra con i Belforte. Di questo e molto altro si parla nei verbali degli inquirenti. Fatti anche di dialoghi intercettati, come quello tra Antonio Letizia e il fratello Andrea sulla malagestione economica del clan, che favorirebbe i Piccolo: “che tengo da vedere, la famiglia… siamo della famiglia a convenienza”. Uno degli sfoghi raccolti su nastro.

 

Ma la Dda ha anche ricostruito lo scenario inerente all’ultima tornata elettorale di Marcianise. Con Giuseppe Letizia che racconta al padre di aver installato “una macchinetta del caffè nell’attività commerciale Ciak Video, il cui titolare, tale Angelo Ricciardi (non indagato), era candidato con l’aspirante sindaco Abbate (poi sconfitto al ballottaggio). Conversazione che dimostra il monopolio imposto da Giuseppe Letizia nel mercato del caffè, acquisendo la distribuzione nei locali dell’area avvalendosi “del nome del padre”.

I NOMI DEGLI ARRESTATI

  1. BUANNO Fabio,cl’63.
  2. CATERINO Luigi, cl’50.
  3. CELESTE Francesco Antonio,cl’85.
  4. CRISTIANO Maria, cl’65.
  5. DE LISE Pietro, cl’71.
  6. LARHZAL Achraf, cl’83.
  7. LETIZIA Giuseppe (detto Vincenzo), cl’91.
  8. NACCA Antonio, cl’80.
  9. PERRECA Domenico, cl’63.
  10. PETRUOLO Gaetano, cl’61.
  11. PICCOLO Achille, cl’75, già detenuto agli arresti domiciliari.
  12. PICCOLO Angelo, cl’80.
  13. PICCOLO BELLOPEDE Palma, cl’77.
  14. PICCOLO Francesco, cl’80.
  15. PICCOLO Pasquale, cl’60.
  16. RICCIARDI Salvatore, cl’83, già detenuto agli arresti domiciliari.
  17. SCOGNAMIGLIO Gennaro, cl’56.
  18. TIMBONE Vincenzo, cl’74, già detenuto agli arresti domiciliari.
  19. LETIZIA Andrea, cl’76, già detenuto.
  20. LETIZIA Antonio, cl’69, già detenuto.
  21. LETIZIA Primo, cl’84, già detenuto.
  22. LETIZIA Salvatore, cl’81, già detenuto.
  23. MAIETTA Michele, cl’83, già detenuto.
  24. MASTROIANNI Antimo, cl’65, già detenuto.
  25. NOIA Luigi, cl’62, già detenuto.
  26. PERRECA Antimo, cl’57, già detenuto.
  27. PERRECA Giovanni, cl’60, già detenuto.
  28. PICCOLO Domenico, cl’75, già detenuto.
  29. SILVESTRE Salvatore, cl’69, già detenuto.
  30. TIMBONE Giovanni, cl’72, già detenuto.

 

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