lunedì, Gennaio 24, 2022
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C’è davvero bisogno del partito bonsai di Lanzotti?

Il comitato di fondazione convocato al Teatro Troisi

di Mauro Della Corte

Finalmente ci siamo. Dopo mesi di attesa e di rinvii l’11 dicembre prossimo, salvo nuovi cambi di programma o imprevisti, si dovrebbe svolgere la «riunione operativa per la costituzione del nuovo soggetto politico regionale» voluto dall’ex capogruppo di Forza Italia Stanislao Lanzotti. Un comitato di fondazione inizialmente previsto dopo le elezioni amministrative d’inizio ottobre e più volte rimandato.

Il nuovo soggetto, nelle intenzioni del figlio di Caterina Miraglia, dovrà essere l’ago della bilancia della politica campana per le prossime elezioni politiche e regionali. Su chi aderirà a questo nuovo movimento però aleggia ancora un alone di mistero. Gli unici punti certi è come base utilizzerà «Azzurri per Napoli», la lista di Lanzotti alle ultime amministrative partenopee, e che non saranno invece della partita esponenti di Italia Viva che si sono già da un po’ smarcati. Dovrebbe partecipare invece un «grande vecchio» della politica partenopea: l’ex esponente Dc ed ex ministro Paolo Cirino Pomicino. L’ex della Balena Bianca, secondo i bene informati, ne sarebbe addirittura l’ispiratore e regista.

Le prospettive del nuovo soggetto politico

Ma regista di cosa? Difficilmente la nuova formazione riuscirà a imporsi nel panorama politico locale. Quello che viene da chiedersi è se veramente c’è bisogno di un nuovo partitino bonsai. Personalità anche eminenti in passato hanno operato scelte simili. Ex presidenti del Consiglio addirittura hanno lasciato il proprio partito (di maggioranza relativa in Italia) e sono stati pesantemente bastonati non riuscendo a ottenere un buon numero di voti. Ex ministri (vedi Calenda e il suo Azione) hanno tentato di dar vita a un soggetto a propria immagine e somiglianza che non sono andati aldilà del 2%. A livello napoletano e campano da anni si parla di riunire sotto un’unica sigla i riformisti partenopei. Tentativo ogni volta fallito per le troppe diversità di pensiero e per i troppi protagonismi.

Come potrà ora un ex consigliere comunale di Napoli, eletto in Forza Italia e finito ad appoggiare un candidato sindaco di centrosinistra, compiere un miracolo simile? Stanislao Lanzotti, inoltre, non gode di una fama politica che valica i confini del comune partenopeo, difficile quindi che il suo nome possa riscaldare le piazze a Caserta, Salerno, Avellino e Benevento. Il rischio è che la nuova formazione politica non superi la prossima primavera e che contribuisca solo a rendere ancora più nebuloso l’orizzonte politico partenopeo. Insomma un flop annunciato

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