Il boss degli Scissionisti, Cesare Pagano

Al tavolo verde era seduto anche Salvatore Lo Russo

di Giancarlo Tommasone

Perdere a poker 350mila euro in una sola notte, perdere con un boss del calibro di Cesare Pagano, che pretende l’immediato saldo del debito. La circostanza emerge dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia, Antonio Prestieri, ed è contenuta nell’informativa di polizia giudiziaria, redatta a supporto dell’inchiesta The Seven Towers, trasposizione anglofona di Sette Palazzi, piazza di spaccio gestita dagli Scissionisti. L’episodio viene raccontato dal pentito nel corso di una deposizione resa a maggio del 2008.

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«Ho avuto rapporti con tale Mario Iorio detto “Pe” che abita al Rione Monterosa; detta persona forniva eroina a mio cugino Antonio Pica, e perciò l’ho conosciuto. A (Iorio) ho venduto diverse macchine e motociclette che io non utilizzavo più. In sporadiche occasioni ho acquistato quantitativi di cocaina, all’incirca di mezzo chilo, ed in qualche occasione sono stato io a rifornirlo della medesima quantità di sostanza stupefacente», fa mettere a verbale Prestieri. Secondo quanto dichiara il collaboratore di giustizia, «Iorio ha iniziato  a lavorare nella Vela; e poi ha continuato detta attività insieme al padre ucciso in un agguato, durante la faida, in una pizzeria di Casavatore». Il racconto si incentra proprio sul periodo della faida: «Quando a seguito dello scontro con i Di Lauro, gli Scissionisti assunsero il predominio a Scampia, il “Pe” ebbe qualche problema, perché in passato aveva sparlato di loro e fui pertanto io a mediare per ricomporre la situazione (ricucire lo strappo)». E poi il resoconto della «sfida» al tavolo verde. «Dopo questo ricomponimento – continua Antonio Prestieri – Iorio si trovò insieme a me, a casa di Cesare Pagano, (era) presente anche Salvatore Lo Russo e Iorio iniziò a giocare a poker. Io me ne andai e la mattina successiva trovai Iorio all’esterno della mia abitazione, e questi mi disse che aveva perso 350mila euro e che Cesare Pagano li andava trovando subito».

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Il collaboratore di giustizia spiega al pm che ne raccoglie le dichiarazioni, che «mi trovavo nella mia abitazione al lotto P. Consigliai a Iorio di pagare il debito sottomettendosi a Cesare Pagano e Iorio così fece; Pagano acconsentì a che il suo credito di 150mila euro poteva essere estinto anche entro un anno ma che i 200mila euro vinti dai suoi compagni dovevano essere consegnati entro una settimana, cosa che avvenne dopo che Iorio vendette molti oggetti che gli appartenevano. Per recuperare detti soldi il “Pe” si inventò una serie di stratagemmi che però gli rovinarono la reputazione».