lunedì, Luglio 4, 2022
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Due parroci nel mirino dell’Antimafia: «Trattavano con la camorra»

La Procura chiede alla Curia di Napoli di fare chiarezza. C’è un’inchiesta condotta dalla Dda di Napoli che al momento vede coinvolti due membri della chiesa partenopea. Parliamo di due sacerdoti che a quanto pare, contravvenedo al proprio ufficio, sarebbero scesi a patti con la camorra: avrebbero concesso l’uso statue sacre. Più volte abbiamo sottolineato come la religione sia un grande strumento di consenso negli ambienti legati alla criminalità.

Due parroci nel mirino della Dda: «Trattavano con la camorra»

Il primo sacerdote avrebbe concesso le statue a una donna a capo di una associazione devota alla Madonna dell’arco. La donna in questione però non è una comune parrocchiana, ma ripsonde al nome di Rita Aieta, imparentata con gli stati generali della camorra di Secondigliano. I boss avrebbero dunque estorto l’uso delle tre statue con la tacita connivenza dei parroci. Ed è proprio il primo prete ad avere la posizione più delicata visto che sapeva – scrivono gli inquirenti – quale fosse lo spessore dei soggetti con cui stava trattando. Qusti non avrebbe ignorato l’uso che quella richiesta poteva nascondere. Il secondo parroco ha invece una posizione più defilata. Avrebbe fatto firmare alla donna un documento che obbliga i criminali a riconsegnare le statue qualora la chiesa le avesse reclamamte.

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