Anche la zona in cui vive Giggino, siccome il sindaco fa le cose uguali per tutti i quartieri, registra le proprie ambasce, legate alla mancanza di manutenzione. Spostare qualche ramo caduto dagli alberi e potare le piante, anche all’Arenella, può durare quasi due mesi (almeno si spera). Era il 12 agosto scorso quando sono scattati i lucchetti ai cancelli del Parco Mascagna di via Ruoppolo, nella zona collinare. «Porte» chiuse in faccia a centinaia di bambini, di ragazzi e di adulti che ogni giorno frequentavano lo spazio pubblico a caccia di un po’ di refrigerio per combattere l’estate infernale. L’estate è passata, il caldo pure, la negligenza no. La causa della chiusura del parco, come scrivevamo poc’anzi, è da ricercare nella caduta di alcuni rami. «Il parco resterà chiuso fino a verifica alberature. Diffida del servizio da polizia locale a seguito fono della Protezione Civile», recitavano i cartelli scritti a mano e affissi con il nastro adesivo ai cancelli delle due entrate principali.

Quei cartelli sono stati abbattuti dai temporali di fine estate e non ve n’è più traccia (in un caso è rimasto solo il nastro adesivo). La verifica evidentemente non è ancora avvenuta, tanto che alla fine di settembre il parco è ancora off-limits. Alcuni ragazzi sfidando il pericolo e l’ordinanza continuano a scavalcare i cancelli, mettendo a repentaglio la propria incolumità fisica.

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«Abbiamo bisogno di quegli spazi che per una semplice caduta di rami, ci vengono negati. Se vogliono, quei rami li portiamo via noi. Che ci vuole a potare due piante?», si domandano. La loro richiesta di interventi si aggiunge a quella di numerosi altri cittadini (soprattutto dei più piccoli) che si rivolgono al presidente della V Municipalità Paolo De Luca (area Dema) e a Giggino (che qui gioca in casa) affinché agiscano al più presto, con la speranza che almeno per l’autunno in corso, il Parco Mascagna riapra i battenti.

Nel frattempo, come testimonia uno dei tanti residenti «schifati» a cui è stato negato l’accesso allo spazio pubblico, il verde e i giochi si può solo ammirarli dalle sbarre dei cancelli. Non ci resta che fare un giro nelle giostrine, accessibili, private e a pagamento.