Intervento dei carabinieri forestali e sequestro dell’area dell’Hotel Club

L’intervento dei carabinieri forestali di Castellammare di Stabia ha fatto seguito ad un esposto del WWF Terre del Tirreno che, a metà marzo, aveva segnalato le opere in atto alle autorità locali. Siamo nel Comune di Sant’Agnello, in via Cappuccini, di fronte all’Hotel Club, dove durante la pandemia furono segnalate al WWF operazioni di taglio di alberature. Da un confronto di foto estratte da Google Earth è apparso chiaro che nell’area in questione era stato cementificato un tracciato carrabile e utilizzato come parcheggio di autoveicoli.

Tale area parcheggio è adiacente al piede della scarpata e dista pochi metri dalle rotaie della circumvesuviana, non rispettando le distanze dalla linea ferroviaria come richiesto dal d.p.r. n. 753 del 1980 che, all’art. 49, impone una distanza minima di trenta metri dal limite di occupazione della più vicina rotaia.

ad

L’intervento degli uomini della Stazione Carabinieri Forestale di Castellammare di Stabia ha accertato la modifica dello stato dei luoghi e il cambio di destinazione d’uso dell’area sottoposta a tutela paesaggistica, senza titoli autorizzativi, in violazione della L.R. n. 35/87 e ai sensi del D.L.vo 42/04, provvedendo al sequestro del parcheggio e alla denuncia del proprietario del fondo.

Pare che questo nostro paese, un tempo abitato da poeti, contadini e naviganti, oggi sia popolato solo da tagliatori di alberi e cementificatori? Stiamo distruggendo la Natura e il paesaggio della penisola sorrentina che ci dà da vivere. Ora che per il COVID la macchina del turismo si è all’improvviso bloccata, osserviamo intere famiglie, che lavoravano nel settore, disoccupate e in seria difficoltà. Questo momento di pausa forzata della post pandemia dovrebbe servire per farci riflettere su un nuovo modello condiviso, sostenibile e capace di tracciare il futuro a cui aspiriamo… ma pare che non tutti abbiano capito la lezione!

Il futuro che verrà è un albero… non un’automobile inquinante o una nuova colata di cemento! Come sostiene Stefano Boeri, l’inventore del bosco verticale di Milano, non dobbiamo costruire un solo metro in più! Nessuno vuole tornare alla normalità che ha generato il disastro pandemia. E allora basta col cementificare il suolo. Abbiamo bisogno di alberi per equilibrare la diffusione delle polveri sottili, per ridurre il calore e per l’assorbimento di CO2. Il futuro delle città è muoversi tra frondosi alberi, a piedi o con mezzi pubblici non inquinanti.