Il parcheggiatore abusivo fu ucciso a Coroglio (foto di repertorio)

Il posteggiatore abusivo ammazzato per un no. Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Alessandro De Falco

Il parcheggiatore abusivo Gaetano Arrigo fu ucciso all’età di 43 anni, nel corso di un agguato a Coroglio, Bagnoli (la sera del 17 giugno del 2016). Sulla dinamica del raid, e sulle ragioni che portarono a consumarlo, ha reso dichiarazioni uno degli autori materiali del delitto, Alessandro De Falco, poi passato a collaborare con la giustizia (la scelta ufficializzata poche settimane fa). Arrigo avrebbe pagato a caro prezzo la sua vicinanza al clan Giannelli.

Nell’ambito del processo di primo grado, che si celebra per il delitto, nei confronti di De Falco e di Vittorio Albano, il pentito, ha dichiarato: «Scesi dalla macchina e lo chiamai. Gli dissi: “Perché non sei venuto da Gianluca (Noto, ndr)?”. Lui rispose: “Non posso venire”. Mi girai e me ne stavo per andare, quando lui aggiunse: “Ma se non vengo che succede? Che succede?”. Vittorio Albano gli sparò e gli sparai anche io». Quei momenti, risultano ancora più drammatici dal racconto reso al pm del pentito: «Albano gli sparò alla gamba sinistra. Io non ricordo bene dove lo colpii, ma sparai, sparavo, sparavo, ma sotto effetto dell’alcol. Non mi sono nemmeno reso conto di cosa stessi facendo». Uno dei scolpi esplosi raggiunse Arrigo alla testa. Stralci delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia sono stati riportati dal quotidiano Il Roma, nell’articolo a firma di Luigi Nicolosi.

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