Ponticelli stesa rione Conocal

di Giancarlo Tommasone

La risposta della «paranza dei bambini» non si è fatta attendere nemmeno un giorno. A poche ore dalla stesa messa a segno nel pomeriggio di giovedì tra vico Zuroli e via Vecchia Vicaria a Forcella, se ne è registrata un’altra, in via del Carmine. La zona delle Case Nuove (come è anche conosciuto dai napoletani il quartiere Mercato) storicamente risulta essere sotto il controllo dei Mazzarella. La strada dell’ultimo raid è la stessa in cui a dicembre dello scorso anno fu fatto esplodere un ordigno rudimentale. La bomba fu posizionata nei pressi della casa di un pregiudicato.

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Un filmato dei carabinieri riprende una stesa dei baby killer nel centro storico
Un filmato dei carabinieri riprende una stesa dei baby killer nel centro storico

L’azione dimostrativa avvenuta nella notte di venerdì, secondo quanto trapela da ambienti investigativi, potrebbe portare la firma dei forcellesi che «hanno subito voluto ribattere al blitz eseguito nella propria roccaforte, andando a loro volta a violare il territorio dei rivali». Nell’ultimo periodo le puntate in territorio nemico, sia da una parte che dall’altra, si sono fatte più frequenti. Al centro del contendere ci sarebbe il racket delle estorsioni nella zona della Maddalena, affare che il gruppo formato dai Sibillo, dai Cedola e da quel che resta delle nuove leve dei Giuliano, vorrebbe strappare a quelli delle Case Nuove.

Gli investigatori non escludono che nell’ambito di tale scontro
sia maturato anche il ferimento di Raffaele Giuliano,
avvenuto lo scorso 29 ottobre.

Stessa cosa dicasi per le ripetute stese segnalate sia a Forcella che al Mercato. Per non dimenticare l’episodio del 10 novembre scorso, quando un commando armato intercettato dalla polizia a piazza Calenda, ha aperto il fuoco all’indirizzo di una volante, facendo poi perdere le proprie tracce. La lotta per il controllo degli affari illeciti arriva a far produrre a quelli delle Case Nuove perfino una «lista della morte» con i nomi di quattro forcellesi da colpire. Lo scontro tra le due fazioni, sottolineano gli inquirenti, si sarebbe «acuito durante il periodo di detenzione domiciliare di Antonio Napoletano», alias «’o Nannone», elemento di vertice della «paranza dei bambini», tornato in carcere qualche giorno fa in seguito all’inchiesta per l’omicidio di Luigi Galletta. Inoltre, sempre secondo quanto apprendiamo da fonti investigative, Napoletano avrebbe trascorso la detenzione domiciliare lontano dal Borgo Sant’Antonio Abate di cui è originario, «trasferendosi ai Decumani, nello stesso palazzo in cui abitavano i fratelli Sibillo. E’ lì che andavamo a controllare che non violasse le misure a cui era sottoposto».