Sopra, Silvio Berlusconi insieme alla sua famiglia. Sotto i Di Maio a tavola per il pranzo di Pasqua

TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT

di Giancarlo Tommasone

ad

Eppure quel tipo di foto sembra di averlo già visto. Il taglio di capelli è quello solito, da scolaro perfettino e pure un poco antipatico. Certo la cravatta stona con quell’aria di distensione e informalità che vogliono i pranzi in famiglia, di domenica come il dì di Pasqua. E’ l’atmosfera che si respira (o si respirerebbe) dai Di Maio: Luigi a sinistra e poi via via, la sorella, la mamma, il papà Antonio, il fratello.

Rivedendo la fotografia postata il primo aprile scorso, su Facebook, dal ministro
del Lavoro, sorgono degli interrogativi

Soprattutto alla luce delle dichiarazioni rese dal vicepremier alla «iena» Filippo Roma; dichiarazioni attraverso le quali ha preso le distanze dal papà, che 8 anni fa avrebbe tenuto a lavorare presso la sua ditta edile, un operaio in nero. Tornando all’immagine, la costruzione mediatica della Casaleggio, ispirata dal modello della famiglia del Mulino Bianco, serviva forse ad accreditare presso l’opinione pubblica l’immagine del ragazzo della porta accanto?

Ma davanti a quanto detto dal 32enne Luigi Di Maio,
e cioè che con il padre, otto anni fa (epoca del presunto caso
di lavoro nero) nemmeno ci parlava, si aprono due strade

O quella di Pasqua è la classica foto opportunity che è stata scattata per catturare consenso politico, ovvero la classica invenzione mediatica, oppure quello che ha detto nelle scorse ore il ministro del Lavoro, non è vero.

Perché magari con il padre, Luigi, otto anni fa ci parlava, e sarebbe stato a conoscenza delle persone con cui Antonio Di Maio lavorava. In ogni caso una persona che a 24 anni non è in grado di conoscere le dinamiche della propria famiglia, è assolutamente «unfit» – inadatto come «The Economist» definì Silvio Berlusconi alla vigilia delle elezioni del 2001 – a fare il ministro del Lavoro. Perché se non ci si accorge che nell’azienda di famiglia, la stessa con cui  il papà porta a casa i soldi per mangiare e magari per la paghetta settimanale ai suoi figli, si verifica una determinata circostanza, significa che c’è un problema.

Di Maio dovrebbe pure spiegare, a questo punto,
quando avrebbe riallacciato i rapporti con il padre

Quando è diventato deputato? Quando è diventato ministro? Ma tornando ancora alla foto, all’inizio dell’articolo, scrivevamo che il modello ricalcava quello di immagini già viste: quelle «rassicuranti» scelte per la comunicazione di Silvio Berlusconi. Solo che il Cavaliere ha cominciato a battere questa strada più di venti anni fa.

Al sindaco di Pomigliano d’Arco non sono
piaciute le parole di Luigi Di Maio

Le parole indirizzate verso papà Antonio, dal figlio Luigi, non sono piaciute al sindaco di Pomigliano d’Arco, Lello Russo:  «Al papà di Luigi Di Maio avrà fatto più male il fatto che il figlio abbia preso le distanze da lui, che non essere stato scoperto per aver avuto in passato un lavoratore a nero nella propria ditta», ha detto il primo cittadino. «Ogni uomo può commettere un errore – ha spiegato Russo – ma come padre penso che per Antonio Di Maio, che è una brava persona, le parole del figlio siano state una pugnalata al cuore. Gli avranno fatto più male di tutto il resto».

TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT

Riproduzione Riservata