Paolo Di Lauro
Paolo Di Lauro in una foto del 2014

La camorra dell’area Nord

di Giancarlo Tommasone

Gelosie, invidia, desiderio di primeggiare e di mettere in ombra i competitor. E in casi estremi, quando non c’è niente da fare, la necessità di eliminarli. C’è pure questo nella lotta per attestarsi ai massimi livelli del crimine organizzato. A Secondigliano e Scampia, per anni c’è stato un solo capo, Paolo Di Lauro, conosciuto nell’ambiente come Ciruzzo ’o milionario, o anche come Ciruzzo ’o cumpagno. Nell’informativa di polizia giudiziaria redatta grazie alle indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna, informativa su cui si baserà l’operazione Kafka, vengono riportate anche le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia.

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«Giochi» di potere malavitoso
a Scampia e a Secondigliano

In particolare a ricostruire le fasi che portarono alla scissione e poi alla faida, c’è il pentito Andrea Parolisi, che fu il vice di Carmine Amoruso, capozona di Mugnano (prima per i Di Lauro, poi per gli scissionisti), fino a quando quest’ultimo non fu ucciso (i killer entrarono in azione il 6 marzo del 2006).

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di Tommaso Prestieri per scatenare la faida

Parolisi, nel corso di una deposizione davanti al pm, del 19 gennaio 2007, risponde a una domanda relativa all’omicidio del fratello di Amoruso (Saverio), delitto consumato negli anni ’80. «Sì, sono a conoscenza del fatto, perché circa venti anni fa, Carmine mi disse, che era stato ucciso suo fratello Saverio. Mi disse che era convinto che ad ucciderlo fossero stati Antonio Ruocco detto ’o capa ceccia e  Giacomo Migliaccio detto Giacomino ’a femminella». E poi Parolisi svela un retroscena che ha a che fare con Paolo Di Lauro.

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dobbiamo uccidere Paolo Di Lauro

«Quando ci avvicinammo come gruppo agli scissionisti, Carmine Amoruso mi disse che gli era stato riferito da questi (dagli scissionisti, ndr) che l’ordine di uccidere il fratello era stato proprio di Ciruzzo ’o milionario ossia Paolo Di Lauro», rendiconta il pentito. Ma perché sarebbe stata presa tale decisione? «(Carmine Amoruso) mi disse ancora che la decisione di uccidere Saverio Amoruso, era derivata dal fatto che questi aveva un grande fiuto negli affari e di ciò Paolo Di Lauro era particolarmente geloso e infastidito», spiega il collaboratore di giustizia.