Nel riquadro, in due foto della fine degli anni Settanta, i boss Aniello La Monica e Paolo Di Lauro

L’origine del soprannome del padrino di Secondigliano, conosciuto fino a metà degli anni Ottanta solo con l’alias di ’o cumpagno

di Giancarlo Tommasone

All’epoca dei primi processi imbastiti contro la Nuova famiglia e il clan Giuliano di Forcella, il boss di Secondigliano e Scampia, Paolo Di Lauro, era conosciuto ancora e soltanto col soprannome di ’o cumpagno, o al massimo, di Ciruzzo ’o cumpagno. Nel corso di una udienza che si tiene, a Napoli, nella primavera del 1986, a uno degli imputati, residente nella zona di Miano, il presidente della Corte, chiede espressamente: «Conosce lei, tale Di Lauro Paolo?». «No», gli viene risposto. A questo punto, interviene il pm che rivolgendosi allo stesso imputato, domanda: «Lei, non conosce nemmeno tale ’o cumpagno? O anche tale Ciruzzo ’o cumpagno?». Anche a questa domanda, la persona interrogata risponde in maniera negativa: «No, non conosco nessun compagno». «Sa che Ciruzzo ’o cumpagno è il soprannome di Paolo Di Lauro?», prova di nuovo il pubblico ministero. «Non lo so, e come ho detto al presidente, non conosco nessun compagno, e nessun Paolo Di Lauro», afferma l’imputato.

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Le rivelazioni di Luigi Giuliano / «Paolo Di Lauro
mi offrì un miliardo per farmi accusare gli altri camorristi»

La domanda gli viene rivolta, durante un passaggio effettuato dalla Corte, sull’omicidio di Aniello La Monica, boss di Cupa dell’Arco, a Secondigliano, ucciso il primo maggio del 1982. La morte di Aniello ’o pazzo, conosciuto all’anagrafe di camorra, anche come ’o macellaro (pure perché gestiva una macelleria), spianerà la strada a una nuova leva di ferocissimi e potenti criminali, su cui svetterà Paolo Di Lauro. ’O cumpagno, qualche anno dopo, a causa della sua grande disponibilità economica, verrà ribattezzato Ciruzzo ’o milionario. Ad affibbiargli il nomignolo, notando una notevole e robusta mazzetta di soldi in possesso di Di Lauro, seduto al tavolo verde, sarebbe stato l’ex padrino di Forcella, Luigi Giuliano, nel corso di una partita a carte in una bisca.

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