di Giancarlo Tommasone

Anche Pannullo va a casa. E come suoi 3 predecessori (escludendo l’Amministrazione Vozza) segue «la legge dei due anni», anzi di un anno e sette mesi. Le firme per la sfiducia all’ormai ex primo cittadino di Castellammare di Stabia sono arrivate dopo le 23 di ieri. Depositate davanti ad un notaio di Gragnano. La parola fine sull’Amministrazione è stata messa da 14 consiglieri, otto di minoranza, sei di maggioranza.

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La sede dell'Amministrazione comunale di Castellammare di Stabia
La sede dell’Amministrazione comunale di Castellammare di Stabia

A pesare sullo scioglimento anche la revoca delle deleghe a Casimiro Donnarumma, anche se, a Castellammare di Stabia, ultimamente – è da tutti evidenziato – il futuro dell’amministrazione è dettato dai consiglieri di maggioranza, piuttosto che dai sindaci. A ribadirlo lo stesso Antonio Pannullo: «Ho fatto il mio dovere, non ho mai leso la mia dignità sull’altare di qualche poltrona e concessione. Pago il fatto di aver avuto la schiena dritta in questa esperienza amministrativa, di non aver mai ceduto a ricatti di sorta. E soprattutto sono certo che pago le mie dichiarazioni di un tempo, pago di fronte a qualche interesse superiore che tale si è rivelato. Dietro la politica stabiese c’è altro».
E qui le parole di Pannullo si fanno più esplicite: parla di altro, di poteri, di frange della società che permeano la politica. Si riferisce soprattutto ad alcuni consiglieri di maggioranza, che dice Pannullo: «Sono espressione di questa gentaglia». Gentaglia, che sottolinea ancora l’ex sindaco, ha vinto la battaglia ai danni della città. Le parole sono pesanti e i passaggi sui non meglio definiti poteri, sulle frange della società che permeano la politica, sulla gentaglia, non lasciano molto spazio all’interpretazione. Perché, ad esempio, permeare è sinonimo di impregnare, penetrare e potrebbe anche essere tranquillamente tradotto con infiltrare. Fatto sta, che a Castellammare continua a vincere la linea dei consiglieri, quasi come se i primi cittadini fossero tenuti in scacco da concessioni politiche su cui cedere o meno. E’ accaduto diverse volte e Pannullo tiene a precisare che «qualcuno ha temuto che qualche suo interesse venisse meno, ma su questo sono inflessibile».

L’ex sindaco di Castellammare Luigi Bobbio

Comunque, escludendo l’amministrazione di Salvatore Vozza (aprile 2005-marzo 2010), per rafforzare la tesi dei «sindaci stabiesi a tempo», riportiamo qualche dato: Ersilia Salvato è sindaco da giugno 2002 a maggio del 2004, dopo la parentesi del commissario prefettizio gli succede Vozza; circa due anni dura pure l’Amministrazione Bobbio: marzo 2010-dicembre 2012; Nicola Cuomo è in carica da giugno 2013 a ottobre 2015; infine tocca a Pannullo, fascia tricolore da giugno 2016 a ieri (un anno e sette mesi).

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