Enrico Panini, assessore al Bilancio del Comune di Napoli e segretario nazionale di deMa

Il vicesindaco ha chiesto la testa dei consulenti dell’Ente per risparmiare, ma vuole ripristinare la carica di direttore generale che costa 200mila euro all’anno

Prima di entrare a far parte della giunta comunale, il vicesindaco Enrico Panini è stato un sindacalista. E non un sindacalista qualunque. L’attività a favore dei lavoratori – scrive nella sua biografia autocelebrativa sul sito di Palazzo San Giacomo – rappresenta “la parte più importante del suo impegno di vita”. È stato segretario generale della Federazione lavoratori conoscenza (Flc-Cgil) e nel recente passato anche componente del consiglio nazionale della sigla rossa.

Pertanto non si riesce davvero a capire come un sindacalista con queste esperienze possa chiedere, come ha fatto, durante l’assemblea dei soci della Mostra d’Oltremare, il licenziamento dei consulenti dell’Ente. Che sono, fino a prova contraria, lavoratori come gli altri (per facilitare la comprensione riportiamo la definizione di “lavoratore” della Treccani: in genere, chi lavora esercitando un mestiere o una professione e sim.). Ma questo di sicuro Panini lo sa. La Mostra è in crisi finanziaria, d’accordo: ma ci sono tante altre misure per salvaguardare i livelli occupazionali e impedire altre sacche di disoccupazione in città. Misure che, peraltro, sarebbero di competenza dell’organo di gestione (CdA) e non del socio di maggioranza. Perché questa fretta di Panini di cacciare i consulenti dall’Ente?

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Abbiamo sempre avuto orrore delle misure draconiane soprattutto quando impattano sulla vita delle persone. Panini, invece, sembra disinteressarsi di quelle che sono – e mutuiamo il titolo di uno splendido film – “le vite degli altri”. Se la Mostra è in difficoltà finanziaria, è compito dell’organo di gestione decidere come graduare i costi. Potrebbe chiedere una sospensione dei pagamenti, potrebbe chiedere una riduzione dei compensi. Potrebbe fare molte cose.

Panini – direbbe Antonio Di Pietro – invece è l’unico che non “ci azzecca niente” in questa storia. Cerca solo visibilità a buon mercato. Peraltro, chiede di tagliare i consulenti ma vuole ripristinare la figura – già soppressa – del direttore generale con uno stipendio da 200mila euro all’anno. A cui sembra, lo abbiamo scritto, destinato il capostaff dell’assessore Alessandra Clemente, Alberto Corona.

Ci sono degli strani movimenti attorno alla Mostra d’Oltremare che non ci piacciono e che ci inquietano. Continueremo a parlarne.

Ps: una domanda a Enrico Panini. Tra i consulenti dell’Ente, verrà cacciato anche il cugino del sindaco Luigi de Magistris?