di Giancarlo Tommasone

Palumbo, il gruppo partenopeo specializzato nella navalmeccanica, punta alle commesse del porto di Genova. Nel capoluogo ligure, infatti, è entrata nel vivo la gara per la privatizzazione di Ente Bacini, che troverà conclusione il 21 maggio prossimo. L’indiscrezione è stata riportata da Il Secolo XIX.

Ente Bacini, infatti, sarà ancora per poco gestita dall’Authority di Genova-Savona, e ha presso lo scalo ligure l’affidamento di 5 bacini di carenaggio nella zona delle Riparazioni navali

Ora a quei bacini punterebbe, appunto, il gruppo Palumbo. Un’azienda che nell’ultimo periodo si sta imponendo sempre di più nel Mediterraneo, dove vanta già sette basi per la manutenzione e il riarmo di traghetti, unità da diporto e navi cargo.

Antonio Palumbo
Antonio Palumbo

Il gruppo Palumbo alla conquista della Liguria

Il bando pubblicato dall’Autorità portuale di Genova è relativo all’affidamento di 5 bacini per 25 anni. L’uso previsto dal bando è quello esclusivo ma bisognerà garantire la possibilità di un utilizzo pubblico. Parliamo adesso di numeri: il contratto ha un valore di 187 milioni di euro. Per il rinnovo dei bacini sono invece previsti investimenti stimati intorno ai 32 milioni (di cui 11 a carico dei privati). Onere per chi vincerà la gara anche l’assorbimento di una trentina di dipendenti di Ente Bacini.

La società gestisce pure Mondomarine di Savona

Quindi, nel caso dovesse aggiudicarsi il bando, si registrerebbe l’ennesimo passo in avanti di crescere in Liguria, da parte del gruppo guidato da Antonio Palumbo. Non dimentichiamo che a dicembre scorso, la società è «attraccata» anche a Savona, nella gestione della storica struttura di Mondomarine, interessata da mesi da una profonda crisi e rilanciata proprio dall’intervento della Palumbo Superyachts Refit. A febbraio, invece, il gruppo partenopeo aveva aperto una «filiale» a Costanza, in Romania, sulle rive del Mar Nero.

porto napoli
Il porto di Napoli

Il progetto – come si leggeva in una nota diffusa dall’ufficio stampa del gruppo – «si affianca all’esistente network cantieristico e si completa presso il cantiere di Tenerife di un bacino galleggiante idoneo ad affrontare importanti lavori nel settore delle piattaforme petrolifere». Sempre a febbraio scorso, si registra nella città partenopea, un investimento di 20 milioni, per un bacino galleggiante di carenaggio. Il progetto ha la paternità di Napoli Dry Docks, vale a dire la join venture tra Palumbo Group Napoli e La Nuova Meccanica Navale (partecipata con una quota di minoranza da Msc).