di Giancarlo Tommasone

Che cosa sta succedendo a Palma Campania? La cittadina dell’hinterland nolano, su un totale di quindicimila abitanti fa registrare la presenza di ben seimila immigrati (il 40% della popolazione), la quasi totalità proveniente  dal Bangladesh. Una situazione alquanto anomala, che ha raggiunto picchi preoccupanti da due anni a questa parte.

C’è un’altra particolarità: quasi
tutti gli immigrati hanno fissato
la residenza anagrafica presso
la sede del sindacato Sia Confsal

Che dà, appunto, assistenza ai cittadini stranieri dalla sede di Via Parrocchia 22. E’ proprio lì, che virtualmente, risultano abitare migliaia di bengalesi. Nei fatti però, questi ultimi, sarebbero stati «accolti» dai palmesi, che hanno messo a disposizione appartamenti di proprietà, dietro, naturalmente, la corresponsione di un fitto mensile. Per assicurarsi un posto letto, i bengalesi pagherebbero dai 50 ai 300 euro (prezzi molto alti, visto che il canone di una casa al centro storico di Palma si attesta sui 400 euro al mese). Ma se al momento la presenza massiccia di cittadini del Bangladesh, favorisce le entrare dei locali, in un periodo futuro, quanto mai prossimo, potrebbe far registrare un corto circuito nel sistema.

Al centro storico il mercato del mattone è crollato del 60%

Uno scorcio di Palma Campania

Ad esempio, presso il centro storico di Palma Campania, gli immigrati hanno già avviato numerose attività commerciali che fanno concorrenza a quelle dei palmesi. Non è escluso che continuando così le cose, potrebbero seriamente minare l’economia locale: ciò a partire proprio dai costi delle case. In interi quartieri, vista la massiccia presenza di stranieri (dagli usi e costumi diametralmente opposti a quelli dei palmesi) che poco si integrano al tessuto sociale del piccolo centro di provincia, i prezzi degli appartamenti sono letteralmente crollati. Giusto per semplificare, se fino a qualche anno fa, una casa valeva 100mila euro, oggi il suo valore di mercato è di 40mila.

Le nuove generazioni di palmesi lasciano la loro città di origine,
di contro, si amplifica la presenza di immigrati del Bangladesh

Ciò si potrebbe pure tramutare nell’esodo massiccio da parte delle nuove generazioni di palmesi verso altre cittadine della zona (molti già lo hanno fatto), e di contro, nell’aumento della presenza di bengalesi a Palma Campania. Questi ultimi potrebbero anche acquistare a prezzi molto bassi le stesse case in cui oggi si trovano a pagare il fitto. E metterle poi a disposizione di altri immigrati, naturalmente dietro corresponsione di canone mensile. Finora, da quanto risulta almeno alle agenzie immobiliari della zona che abbiamo contattato, non vi è stata richiesta di acquisto di appartamenti da parte di bengalesi.

L’affare dei fitti e i primi acquisti
di appartamenti da parte dei bengalesi

Ma in paese si parla di tante trattative private (e che quindi non sono passate per le agenzie) andate a buon fine tra i residenti storici e i cittadini del Bangladesh. Apriamo adesso la parentesi del presunto giro di interessi relativo alla presenza massiccia di bengalesi a Palma Campania e in altre cittadine dell’area nolana. Gli inquirenti non escludono che il flusso potrebbe pure favorire lo sfruttamento della manodopera a basso costo.

L’allarme è stato lanciato dal fondatore
di Industrialismo, Placido De Martino

«L’allarme è stato lanciato soltanto dalla nostra Fondazione – afferma il presidente di Industrialismo, Placido De Martino – Mentre tutti gli altri sono rimasti a contemplare il problema, anzi hanno sfruttato la presenza dei bengalesi per farne un business». Su tale eventualità, hanno acceso da tempo un faro le forze dell’ordine. In zona ci sono numerosi opifici (specializzati nelle confezioni), che rappresentano tra l’altro il maggiore sbocco lavorativo per gli immigrati provenienti dal Paese asiatico.

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